Il campanile della chiesa di Santa Maria di Camerino, crollato con i suoi dodici metri in pietra su una palazzina di Piazza Vittoria ostello per sette universitarie, ha un'unica differenza rispetto a quello di Accumoli, venuto giù la notte del 24 agosto: qui non ci sono morti. Ad Accumoli furono quattro, un'intera famiglia. A Camerino non ci sono vittime perché cinque ragazze non erano in casa mercoledì scorso e due di loro, la romana Nausicaa Dall'Olio e Laura Paparini, lei di Civitanova Marche, sono fuggite, in pigiama, dopo la scossa delle 19 e 11. Due ore dopo, le 21 e 18, la botta finale e la Torre della chiesa si è torta ed è crollata sulla casa delle studentesse portandosi dietro la guglia della chiesa. Una torsione e un crollo, proprio come ad Accumoli. I commercianti del quartiere hanno annunciato un esposto alla procura di Macerata sulla "ristrutturazione e fortificazione" del campanile. È una storia lunga, costosa (un milione e mezzo di euro) e fin qui oscura. Quel pezzo pregiato, infatti, ha conosciuto un intervento di recupero successivo al terremoto del 1997 e, dopo la scossa del 24 agosto scorso consumata a 87 chilometri di distanza, la torre è stata controllata da un gruppo di tecnici del Comune e della soprintendenza alle Belle arti. In due verbali, citati dal "Corriere Adriatico", la task force l'avrebbe certificato «stabile e sicura». La chiesa di Santa Maria in Via fu la più colpita dal sisma del settembre-ottobre 1997 e del marzo 1998. Crepe e fessurazioni sulla facciata, la struttura portante, sulla torre campanaria. La Protezione civile allestì attorno all'intera chiesa una gabbia di sostegno. Un costo da 800 milioni di lire, allora: 400 mila euro. Fu la Soprintendenza, successivamente, a curare l'appalto di recupero: due lotti per una spesa totale di 1,1 milioni di euro. Il campanile aveva riportato una frattura alla base. Due anni di lavori, tra il 2003 e il 2005, affidati a una ditta umbra e una ascolana. Nel novembre del 2006 la chiesa riaprì. Poi il sisma del 24 agosto 2016. Nei giorni successivi il Comune ha attivato un gruppo tecnico formato da funzionari interni, sovrintendenza, vigili del fuoco. Svariate ispezioni e alla fine due report: «Struttura stabile e sicura». Conclusioni smentite dai fatti. Ieri una scossa di magnitudo 4.2 è stata avvertita nettamente a Norcia. Marco Rinaldi, sindaco a Ussita, parla del 90 per cento del paese lesionato e chiede a tutti di dormire nei campeggi. Ma il freddo avanza e l'assessore regionale alla Protezione civile, Angelo Sciapichetti, spiega: «La priorità, adesso, è convincere la popolazione a lasciare momentaneamente i comuni terremotati».