Prima è crollato il campanile, poi in una nuvola di fumo denso si è sbriciolata la copertura. La basilica di San Benedetto da Norcia era riuscita a superare le altre scosse, ma l'ultimo colpo è stato troppo forte. Dalla polvere è emersa solo la facciata trecentesca, la parte più antica del monumento che secondo la tradizione è stata fondata dove sorgeva la casa del santo che ha dato vita al monachesimo occidentale. Frati e fedeli in lacrime si sono inginocchiati nella piazza pregando. Quello di Norcia rischia di essere uno dei simboli della ferita provocata dalla nuova scossa anche al patrimonio artistico. In tutti i centri dell'Umbria e delle Marche vicini all'epicentro si segnalano altri crolli, come se il terremoto avesse inflitto il colpo di grazia a quei monumenti che erano riusciti finora a resistere. Nella cittadina umbra anche larghi tratti delle mura medioevali sono franati. Ad Amatrice, l'epicentro del sisma di agosto, è venuta giù la chiesa di Sant'Agostino, già lesionata nelle scorse settimane. Anche a Preci il sindaco Pietro Bellini ha descritto crolli di chiese nelle frazioni. Persino a Rieti si è deciso di chiudere il ponte romano che permette di raggiungere il centro storico con il sospetto che abbia subito lesioni. Ma le verifiche sono in corso in tutta l'Italia centrale per verificare quale sia stato l'effetto dell'ultima ondata sismica: cadute di calcinacci, seppur minori, sono state segnalate anche nella piazza di Assisi. Anche gli stabili che avevano ben sopportato finora il terribile sciame adesso hanno ceduto. A Illica, la frazione di Accumuli gravemente colpita nello scorso agosto, si segnala la distruzione dell'edificio dove era stato trasferito il museo civico. Per questo come misura di precauzione, la Curia di Rieti ha ordinato di tenere chiuse tutte le chiese della provincia. Ad Ascoli Piceno si è spezzato il campanile della chiesa della Madonna del Ponte, un edificio seicentesco nei pressi di Porta Cartara: era stato dichiarato inagibile due settimane fa. Nel cuore di Roma sono stati avviati controlli su tutto il patrimonio archeologici: dal Colosseo ai Fori. Il palazzo del Quirinale è stato chiuso e le visite sospese per potere verificare gli effetti del sisma. Crepe e cornicioni caduti nella basilica di San Paolo a Roma. Segnalato anche il distacco di uno dei supporti che tiene un grosso candelabro. Sul posto vigili del fuoco e polizia. A San Lorenzo invece, il parroco ha lanciato l'allarme per i calcinacci caduti dalle navate.
Da Amatrice a Norcia, il patrimonio artistico in ginocchio: chiuse tutte le chiese di Rieti
La basilica di San Benedetto da Norcia è stata gravemente danneggiata dal terremoto che ha colpito l'Umbria e le Marche. La copertura della chiesa si è sbriciolata e la facciata trecentesca è stata danneggiata. Altri monumenti dell'Umbria e delle Marche vicini all'epicentro del terremoto hanno subito crolli, come le mura medioevali di Norcia e la chiesa di Sant'Agostino ad Amatrice. A Rieti, il ponte romano è stato chiuso per precauzione. A Roma, controlli sono stati avviati su tutto il patrimonio archeologico, tra cui il Colosseo e il palazzo del Quirinale.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo