CAMERINO. Accumoli, 24 agosto: casca un campanile su una casa e fa quattro morti. Camerino, 26 ottobre: il campanile della chiesa di Santa Maria in Via si squassa su una palazzina e non uccide nessuno perché, per fortuna, «gli studenti che ci abitavano non erano in casa». Osservate questi numeri: «La diocesi di Camerino dice l'arcivescovo Francesco Giovanni Brugnaro ha 454 chiese. Dopo il terremoto del 24 agosto i tecnici che hanno effettuato i sopralluoghi ne hanno dichiarate inagibili 222. Se rifacessero i conti ora, non so quante ne troverebbero agibili». E ora aggiungete questi altri numeri: «Nel nostro comune dice il sindaco di Castelsantagelo sul Nera, Mauro Falcucci ci sono 21 chiese. Ne era rimasta agibile una sola, quella del cimitero, e ora è devastata anche quella. Santo Stefano, che sovrasta il paese, ha il campanile che si regge sì e no, con la campana appesa per miracolo: se cede precipita sulla chiesa e la distrugge», e la chiesa minaccia di restituire il favore alle case. Possibile che il tallone di Achille di questo territorio fragile sia proprio il patrimonio della Chiesa? Se il doppio terremoto di mercoledì non ha ucciso nessuno, parte del merito va ascritto alle ristrutturazioni fatte dopo il sisma del 1997. Ma c'erano anche le chiese, nel 1997. E parare il colpo di un futuro terremoto hanno avuto «molti milioni, non so esattamente quanti perché non ero io il vescovo», spiega monsignor Brugnaro. E dunque: com'è che ora i campanili precipitano come vecchi comignoli? Se giri per il nuovo cratere, le chiese antiche in pietra chiara schiantate come casupole del contadino ti lasciano senza parole. Anche le piccole come Sant'Antonio di Visso, che dà il nome alla frazione, diventate una pietraia da cui spuntano tele e crocefissi. «La cattedrale di Camerino è ferita dice l'arcivescovo e parte del campanile rischia di staccarsi dal corpo: se cade, l'accesso a Camerino diventa impossibile. E il palazzo vescovile è dissestato; nella chiesa di San Filippo, che ospita un Tiepolo meraviglioso, è caduto mezzo tetto; la grande basilica di San Venanzio Martire ha le navate che rischiano di cadere. Due cappelle, quella universitaria e la Madonna delle carceri, sono in condizioni pessime: il campanile si è rovesciato completamente». Non è finita. «A Visso continua la splendida Collegiata è inagibile e rischiosissima; nella chiesa del '400 di San Francesco, con affreschi giotteschi, sono cadute le vele e una parte di tetto». Eppure, i finanziamenti ci sono stati, i soldi sono stati spesi. «Molte dice l'arcivescovo sono state ristrutturate dopo il terremoto del 1997. Ma bisogna effettuare restauri scientificamente più corretti...». Dove sono finiti i soldi spesi, se le chiese non resistono? «Ci sono liti, su questo continua l'arcivescovo e non siamo noi che litighiamo. Alcune ristrutturazioni le abbiamo gestite noi, altre la Soprintendenza. Poi vedi che la facciata è di nuovo nelle condizioni in cui era, si è staccata di nuovo...». ( p. g. b.)
CAMERINO - Giù chiese e campanili ristrutturazioni nel mirino
Il territorio di Camerino, in Umbria, è stato colpito da due terremoti che hanno causato la caduta di diversi campanili e la devastazione di chiese antiche. Secondo l'arcivescovo Francesco Giovanni Brugnaro, la diocesi ha 454 chiese, di cui 222 sono state dichiarate inagibili dopo i terremoti. Le chiese che sono state ristrutturate dopo il terremoto del 1997 non resistono ai terremoti successivi. L'arcivescovo sostiene che i finanziamenti spesi per le ristrutturazioni non sono stati utilizzati in modo scientificamente corretto, e che ci sono state liti tra la diocesi e la Soprintendenza per la gestione delle opere di restauro.
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