Il sindaco tra gli studenti sfollati: «È qui la nostra vera forza». Feriti già dimessi. «Camerino è l'Università e dall'Università ripartiremo, perché lì c'è la grande forza per far ripartire la città, poi le case le ricostruiamo». Il sindaco Gianluca Pasqui è ora un po' più sollevato: ha da poco parlato al telefono con il primario del pronto soccorso che lo ha tranquillizzato sulle condizioni dei feriti medicati in ospedale e tutti dimessi. Ma pensa ancora alle facce spaurite di tutti quegli studenti che ha incontrato mentre la seconda scossa scuoteva il centro storico di Camerino come buona parte del centro Italia e teme che la paura che si leggeva nei loro occhi sia il preludio di una fuga. LA NOTTE DEGLI STUDENTI. È rimasto con loro all'interno dell'enorme capannone che normalmente è ricovero per i mezzi di trasporto pubblico della Contram e che dalle 23 funziona da centro di accoglienza per una parte delle centinaia di sfollati dal centro storico. Studenti stranieri e fuori sede dormono sulle brande sistemate dai volontari delle forze di Protezione civile. Con loro il sindaco crede di poter rifondare Camerino, ferita oggi in maniera profonda dal terremoto e con un centro storico che è rimasto con una sola strada di accesso e di uscita: «La nostra città è un monumento importante», dice, «il suo centro è un fiore all'occhiello di storia, cultura, arte, e ogni singolo edificio, ogni singola casa lesionata è uno sfregio alla nostra storia. Ma adesso è così, dobbiamo essere forti, ripartire, d'altronde siamo abituati, non ci siamo mai fermati e non sarà nemmeno questo evento che ci fermerà». EVACUATO IL CENTRO STORICO. La città non è rimasta ferma a riflettere sulla tragedia scampata: l'evacuazione dell'intero centro storico, con oltre 800 studenti universitari che, come tanti anziani non hanno le auto, è stato effettuato con i mezzi pubblici. Gli sfollati sono stati distribuiti dapprima nel palazzetto dello sport di contrada Le Calvie e quando è stato riempito, nel deposito mezzi dell'azienda dei trasporti, dove il primo cittadino ha istituito anche il Centro operativo comunale, riunendo al tavolo operativo le forze dell'ordine e i gruppi di volontari. Anche a Camerino, come altrove, la prima scossa ha permesso di salvare tante vite. «Si è ripetuto», aggiunge Pasqui, «quello che accadde nel 1997 quando un primo terremoto avvertì la popolazione con una scossa meno forte che portò la gente in strada». IL CROLLO DEI GIOIELLI STORICI. C'è sollievo per le tante vite messe in salvo, ma resta lo sconforto per la perdita di numerosi edifici storici e luoghi di culto restaurati dopo il sisma del 1997. Molti sono rimasti lesionati gravemente, se non crollati, come il campanile del Santuario di Santa Maria in Via, risparmiato dal terremoto dello scorso 24 agosto, che pure qui si era sentito forte. Stavolta la scossa tremenda delle 21 e 18 lo ha sbriciolato, facendolo venire giù come un biscotto. Cadendo, la torre campanaria del Santuario ha spaccato in due la palazzina di fronte, fortunatamente vuota, esplodendo in una gragnola di granito e mattoni. Secoli di storia ridotti in polvere in un attimo.
CAMERINO-Terremoto, Camerino ricomincia dall'Università
Il sindaco di Camerino, Gianluca Pasqui, ha parlato con il primario del pronto soccorso per tranquillizzarsi sulle condizioni dei feriti medicati in ospedale e tutti dimessi. Ha incontrato studenti sfollati nel capannone del deposito mezzi e ha espresso la sua volontà di rifondare la città. L'evacuazione dell'intero centro storico è stata effettuata con i mezzi pubblici, con oltre 800 studenti universitari. Il sindaco ha istituito il Centro operativo comunale e ha riunito le forze dell'ordine e i gruppi di volontari.
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