ROMA. Roma trema. Si spaventa. Va in strada. Alle 19.10, poi di nuovo alle 21.18. Non sono segnalati danni ma in molti non prenderanno sonno per la preoccupazione. La prima scossa arriva quando tanti uffici sono ancora pieni. La Farnesina viene evacuata, il personale del ministero degli Esteri viene radunato nel piazzale antistante. Viene fatta una verifica anche sui monumenti: Colosseo, Fori, Palatino, sulla sede della Regione Lazio di via Cristoforo Colombo e sulle crepe di una trentina di palazzi. I trasporti restano regolari, anche negli aeroporti, come segnala l'Enac. Nessun problema per Lazio-Cagliari all'Olimpico anche se la seconda scossa fa tremare gli spalti e i tifosi. Ma la paura è tanta e corre da un capo all'altro della Capitale. Eur, Nomentano, Monteverde i quartieri dove il sisma si è avvertito di più. Ma non per questo il terrore vissuto in quei momenti è minore altrove. Testaccio, Tuscolana, Salario, Parioli, Marconi, Monti, tutto il litorale, da Ostia a Fiumicino sino a Fregene, Tivoli e la periferia nord. Non c'è un quartiere o comune limitrofo dal quale non arrivi una segnalazione di pericolo scampato. In via Condotti si riversano in strada i commessi dei negozi allarmati dagli scaffali che tremano, tra gli oggetti che cadono, le sirene che si attivano. Anche gli ospiti di un evento in corso da Gucci lasciano spaventati il palazzo. In pochi minuti arrivano oltre cento chiamate alla Protezione civile. «Nessun danno segnalato, in molti volevano avere rassicurazioni», spiega Cristina D'Angelo, capo della sala operativa romana, che ha quindici uomini impegnati anche in Umbria. Già in serata nuove squadre sono pronte a partire verso l'epicentro con volontari, mezzi e tende in accordo con la Protezione civile Regionale e Nazionale. Al personale in servizio vengono chiesti gli straordinari per rispondere fino a tardi alla seconda ondata di chiamate. Anche i telefoni di parenti e amici si riempiono di chiamate e messaggi per condividere la paura, avere rassicurazioni. Le linee si bloccano per qualche minuto. Virginia Raggi e il vicesindaco Daniele Frongia, contattano la Protezione civile del Campidoglio: «Al momento non si segnalano feriti. Il nostro pensiero va agli abitanti dei territori colpiti dal sisma», dicono. Il governatore del Lazio, Nicola Zingaretti, chiama i sindaci di Amatrice, Accumoli e Rieti. Il premier Matteo Renzi torna nella Capitale. Dopo il terremoto del 24 agosto gli addetti del Campidoglio hanno compiuto accertamenti tecnici sulla staticità degli immobili sui quali sono arrivate segnalazioni. Ma per forza di cose sono una parte assai ridotta nell'immensa area della città. Le squadre di emergenza vengo inviate di nuovo sul posto. E quando la paura sembra passata, si riprende a tremare. La notte della Capitale comincia così.