Più di 200 sfollati, scesi in strada al freddo e sotto la pioggia, e la paura che ritorna. Ieri notte Norcia ha riaperto i centri di accoglienza che avevano accolto chi era fuggito di casa il 24 agosto scorso. «Nessun danno alle persone, questo è importante» ha detto il sindaco Nicola Alemanno ma paura, black out e danni: calcinacci e pezzi di cornicioni sono crollati dalla facciata della piccola chiesa di Santa Maria delle Grazie, in cima al monte di Campi, fuori dal centro. La chiesa, conosciuta anche come Madonna della Neve, porta sull'architrave della facciata la data 1630, ma la sua costruzione sarebbe più antica. Semi distrutta invece la chiesa di San Salvatore a Campi di Norcia, gioiello del 1100 distante pochi chilometri in linea d'aria da Castelsantangelo sul Nera, epicentro del terremoto. La chiesa era già stata messa a dura prova dalle scosse del 24 agosto e da allora era stata dichiarata inagibile. Ieri sono venuti giù tutto il tetto e parte della facciata con i due portali e i due rosoni testimoni di due diverse epoche di costruzione. La Chiesa dipende dalla vicina abbazia di Sant'Eutizio a Preci, dove sarebbe caduto un rosone. Qui fin dal Medioevo aveva sede una famosa scuola chirurgica e oculistica tanto celebre da portare i suoi medici addirittura alla Corte inglese quando, nel 1500, vennero chiamati a liberare dalla cataratta la regina Elisabetta I.