Le due sedie napoleoniche color crema e intarsi dorati dei primissimi anni del XIX che dovevano essere battute questa mattina, alle 10,30 all'asta londinese da Sotheby's sono state ritirate dall'incanto. Le due sedute recavano un numero di inventario in inchiostro rosso e un'etichetta di carta stampata con su scritto: «Palazzo Reale di Milano Appartamento di Rappresentanza di Sua Maestà l'Imperatore e Re n.194». Provenivano, infatti, da Palazzo Reale da dove erano probabilmente scomparse durante la Seconda Guerra Mondiale, quando parte degli arredi furono trasferiti e una parte andata distrutta sotto i bombardamenti. Ufficialmente dalla casa d'asta si sa solo che la persona che le aveva messe all'incanto le ha ritirate. Si tratta di un privato straniero che aveva già provato a cederle nel 2015. Ma quel che è certo è che dopo l'uscita dell'articolo sul Corriere della Sera di ieri si è mosso anche il Nucleo territoriale per il recupero delle opere d'arte dei Carabinieri. Ieri, infatti, l'Arma ha chiesto informazioni alla direzione di Palazzo Reale e raccolto materiale. Ora i due beni tornano nell'anonimato, ma forse ciò consentirà che non si muovano ancora sul mercato straniero e che qualche istituzione italiana possa intervenire per l'acquisto. Oggi, intanto, si apre a Palazzo Reale la grande mostra su Rubens.
Milano. Si muove l'Arma. Sospesa l'asta delle sedie di Napoleone
Due sedie napoleoniche color crema e intarsi dorati, provenienti dal Palazzo Reale di Milano, sono state ritirate dall'incanto all'asta londinese da Sotheby's. Le sedie, che erano state messe all'incanto da un privato straniero, erano state acquistate nel 2015, ma il loro provenienza era sconosciuta. Dopo l'uscita di un articolo sul Corriere della Sera, il Nucleo territoriale per il recupero delle opere d'arte dei Carabinieri ha iniziato a indagare e ha chiesto informazioni alla direzione del Palazzo Reale. Le sedie sono state ritirate dall'incanto e tornano nell'anonimato, ma potrebbero essere acquistate da un'istituzione italiana.
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