Anna Imponente guida da due mesi la rete campana: "A San Martino un nuovo quadro di Micco Spadaro" Ha diretto lo sgombero e la messa in sicurezza delle opere del Museo nazionale d'Abruzzo nell'aprile del 2009 a L'Aquila, dopo il terremoto che sconvolse la città. È stata soprintendente per i beni artistici prima in Abruzzo e poi nel Lazio, ha curato mostre e allestimenti museali in Italia e all'estero e da due mesi è la nuova direttrice del Polo museale della Campania, al posto di Mariella Utili. Alla presentazione della mostra di ceramiche artistice di Clara Garesio a Villa Floridiana, Anna Imponente annuncia subito una novità. "È un regalo di Natale ai napoletani: l'acquisizione di un'opera legata alla Certosa di San Martino, "L'eruzione del Vesuvio del 1631" di Micco Spadaro, che completa il trittico di opere del museo". Direttrice Imponente, dirigere 28 musei, dal Cilento al Sannio passando per l'Irpinia e Napoli, non è facile. Come si sta muovendo? "Ripeto sempre, è come chiedere a una madre che aspetta un figlio e poi mette alla luce tanti gemelli, a chi tiene di più. Riesco a guardare con occhio diverso le varie realtà, molte le conoscevo già, come la Certosa di Capri, altre le visiterò quanto prima. Un occhio esterno, diverso da chi dall'interno dà tutto per scontato, aiuta a leggere le difficoltà: per esempio la segnaletica ai Girolamini è tutta da ripensare e da realizzare". La segnaletica turistica è carente anche all'esterno dei musei... "Sì, ma oltre a questo, serve comunicare bene dentro i musei e spiegare cosa c'è dietro la formazione di una collezione. Spiegare per esempio chi era il Duca Martina che ha dato vita alla raccolta esposta qui, alla Floridiana. Gli oggetti in sé valgono meno se sono fuori contesto ". Altri progetti? "Il Palazzo reale di Napoli è il cuore della città, il simbolo del potere, e lo racconteremo con iniziative per i 300 anni della nascita di Carlo di Borbone. Penso poi alla riscoperta di Villa Pignatelli come luogo dove viveva e si muoveva la società napoletana attorno agli Acton, i Rothschild e i Pignatelli: quella vita va raccontata e resa visibile". Dopo due mesi, quali sono le difficoltà principali che ha incontrato? "Beh, una struttura così forte, che abbraccia tanti musei, ha bisogno di una direzione tecnica e amministrativa forte. E questo ancora non c'è. Sono arrivati invece i fondi per sanare le urgenze, abbiamo problemi di manutenzione sia degli impianti negli edifici che del verde, e dobbiamo condividere con gli enti locali la valorizzazione di questi musei". Come promuovere la rete dei musei del Polo? "L'ideale sarebbe trovare circuiti sia da Napoli verso il resto della Campania che dalla Campania verso la città: collegare i luoghi con eventi tematici. Nel 2017 faremo la mostra delle certose, mettendo insieme San Martino, Padula e Capri, ma serviranno servizi di collegamento diretto altrimenti non funziona. Se un turista arriva a Napoli, è difficile da Sant'Elmo andare fino a Villa Pignatelli, servirebbero navette". Cosa cambierebbe nei musei del Polo? "I nostri musei non parlano, non comunicano. La didattica può aiutare molto in questo senso. Dobbiamo raccontare le tante storie che sono dentro i musei, come quella di Castel Sant'Elmo, per esempio". E a Napoli? "Vorrei insistere sull'idea di Napoli città internazionale, sia per l'arte contemporanea sia per quella antica. E riscoprire le relazioni tra la città e l'Oriente, dalla Cina al Giappone".