Traffico di reperti archeologici. Udienza spostata a novembre Paul Getty Museum, processo sospeso per consentire la traduzione in inglese del decreto che ha disposto il giudizio. Fissata una nuova udienza il prossimo novembre, quando i giudici decideranno anche su una serie di eccezioni preliminari sollevate dalle difese. È questo l'esito dell'udienza di ieri del processo, davanti alla sesta sezione del tribunale penale di Roma, presieduta, da Gustavo Barbalinardo, che vede l'ex curatrice del Paul Getty Museum di Los Angeles, Marion True, e l'intermediario svizzero Emanuel Robert Hecht in giudizio per rispondere di associazione per delinquere, ricettazione, reati specifici relativi al commercio di beni archeologici e omessa denuncia di reperto. La vicenda nella quale i due sono coinvolti è quella dei beni archeologici trafugati in Italia, ripuliti in Svizzera e poi rivenduti a collezionisti e grandi musei internazionali. In apertura d'udienza, le difese hanno chiesto ai giudici di dichiarare nullo il decreto che ha disposto il giudizio sul presupposto non solo della ritenuta genericità del capo d'imputazione, ma anche dell'incompatibilità del gup che ha deciso per il processo. Si tratta, infatti, dello stesso giudice, il dottor Guglielmo Muntoni, che il 4 marzo scorso condannò a dieci anni di reclusione con il rito abbreviato Giacomo Medici, il romano residente a Ginevra, ritenuto dall'accusa il più grande trafficante italiano di reperti archeologici trafugati dai tombaroli. Anche su queste eccezioni preliminari i giudici decideranno il prossimo novembre, mentre subito dopo l'estate affideranno a un consulente le traduzioni degli atti disposte. Per l'accusa Marion True, fino al 1998 responsabile delle acquisizioni, dell'esposizione e della conservazione del dipartimento archeologico del Paul Getty Museum, avrebbe acquistato, tramite alcuni intermediari, una trentina di opere d'arte di provenienza illecita pur sapendo che si trattava di beni archeologici trafugati da tombaroli. Nel 1999 il museo di Los Angeles restituì all' Italia cinque reperti, tra cui al Museo di Valle Giulia a Roma un vaso di valore inestimabile, che era stato acquistato nel 1986 per dieci miliardi di lire. Si tratta di una celebre kylix di Eufronio, con fregi rossi, che era stata trafugata a Cerveteri, a nord della capitale. Nel corso delle indagini il museo americano ha fornito agli inquirenti italiani una buona collaborazione. In giudizio, tra gli altri, sono costituiti parte civile anche il Ministero per i beni e le attività culturali, il comune di Roma e il rappresentante legale della chiesa di San Saba.
Getty Museum processo rinviato
L'udienza del processo contro Marion True e Emanuel Robert Hecht è stata spostata a novembre. I giudici hanno fissato una nuova udienza per decidere su eccezioni preliminari sollevate dalle difese. La vicenda coinvolge il traffico di reperti archeologici trafugati in Italia, ripuliti in Svizzera e rivenduti a collezionisti e musei internazionali. Le difese hanno chiesto di dichiarare nullo il decreto che ha disposto il giudizio, affermando che il capo d'imputazione è generico e che il gup che ha deciso il processo è incompatibile. I giudici decideranno anche su eccezioni preliminari il prossimo novembre.
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