Cisl contro le convenzioni, dopo la scelta di aprirlo solo a chiamata: chiarimenti o Corte dei Conti VENEZIA. Chiuso a doppia mandata, accessibile solo su prenotazione, ma aperto per le attività settimanali della «Scuola di Musica Antica di Venezia» e dell'«Istituto veneto per i beni culturali». A far saltare sulla sedia i sindacati nelle scorse ore sono state due convenzioni siglate dal direttore del polo museale Daniele Ferrara poco dopo l'annuncio della chiusura del museo veneziano. «Apprendiamo dell'esistenza del rinnovo della convenzione con la scuola di musica per tutto l'anno di corso 2016-2017, che dà loro il via libera a continuare a tenere lezioni a palazzo Grimani fornendo in cambio concerti e spettacoli, oltre ad un piccolo canone - scrive Giuseppe Nolé, della Cisl - sebbene l'iniziativa non sia da condannare, siamo però molto critici su tempi e modi con cui la stessa si sta realizzando». Il problema nasce proprio dal fatto che il museo è chiuso al pubblico per gran parte della settimana e i 4 lavoratori che ogni giorno (2 la mattina e 2 al pomeriggio) prestano servizio nel corpo di guardia diventerebbero così «ad uso esclusivo» dei soggetti convenzionati. «Che compiti avranno rispetto a queste convenzioni? - si chiede Nolé - Si sta praticamente chiedendo a 4 dipendenti pubblici di svolgere attività di portineria per consentire l'uso esclusivo di uno spazio pubblico a dei privati? I compiti istituzionali e contrattuali di questi dipendenti dovrebbero prevederne invece l'impiego per garantire la fruizione pubblica del bene». Una doccia fredda per i dipendenti, che arriva dopo l'altra indicazione di una gestione con il museo archeologico in modo da organizzare turni di supporto qualora sia necessario. Intanto la richiesta di chiarimento per le nuove convenzioni è già arrivata sul tavolo del direttore regionale Ferrara, anche in vista dell'incontro di lunedì con il prefetto. «Se il direttore non ci fornirà tutta la documentazione continua Nolé - siamo pronti a segnalare la cosa al prefetto e anche alla Corte dei Conti per i dovuti controlli». Eppure le convenzioni con enti privati avrebbero potuto segnare la strada della rinascita di palazzo Grimani, che nel 2015 ha contato solo 21.474 visitatori annui (contro i quasi 300 mila dell'Archeologico) e che, proprio grazie a concerti e incontri pubblici, sarebbe potuto diventare un nuovo punto di riferimento cittadino. D'altra parte era questo l'obiettivo di Ferrara appena arrivato, tanto che aveva ipotizzato anche residenze d'artista per piccoli gruppi, in modo da utilizzare lo spazio che era stato la residenza (tanto contestata) dell'ex dirigente. Idee, tutte, che apparentemente sembrano essersi concluse con un nulla di fatto, almeno per ora.