Nessun abuso d'ufficio. In cambio di un vantaggio economico non accordarono alcuna preferenza alle compagnie Axa Art e Synkronos per prestare le opere del Polo museale ai musei di tutto il mondo. Accuse archiviate per gli ex soprintendenti Cristina Acidini e Antonio Paolucci (nella foto) , difesi dall'avvocato Antonio D'Avirro. Così ha deciso il gip Antonio Pezzuti, accogliendo la richiesta della Procura. Archiviate anche le posizioni di Marco Fossi, funzionario della Soprintendenza, Maria Cristina Valenti, componente dell'ufficio tecnico e Marco Ciullini, rappresentante della Cs Insurance service che svolgeva attività di intermediazione per la stipula di polizze assicurative. «Sono lieta che sia stata riconosciuta la correttezza del mio operato sempre finalizzato all'interesse dello Stato», commenta Acidini. Le indagini della Finanza partirono nel 2014 dopo una segnalazione. Per trasferire le opere d'arte, secondo la denuncia, Acidini dal 2008 si sarebbe affidata alle stesse compagnie di assicurazione Axa Art e Synkronos srl senza bandire la gara, ma rinnovando una convenzione di intermediazione con Ciullini che in passato era stata firmata dal suo predecessore Paolucci. In questo modo, i due soprintendenti avrebbero violato le norme europee che prevedono il ricorso alla gara quando l'ammontare della polizza superi i 40 mila euro. La stipula delle polizze con le due compagnie prevedeva la maturazione di un bonus a favore della Soprintendenza: il 20 del premio assicurativo, pari a oltre un milione di euro. Le indagini hanno smentito poi quella denuncia. Gli investigatori hanno accertato che quel bonus non è stato mai imputato a bilancio della Soprintendenza. La scelta era caduta sulla Axa e la Synkronos, sulla base di informazioni positive. «È emerso in maniera cristallina spiega il pm Leopoldo De Gregorio nella richiesta di archiviazione che il bonus sia stato detenuto direttamente dalle compagnie assicuratrici e poi reimpiegato per la realizzazione di progetti mirati alla tutela, conservazione e valorizzazione del patrimonio della stessa Soprintendenza».