Stanziati quasi 1,5 milioni. Franceschini: «Rendere vivo e fruibile questo monumento straordinario» Dopo il clamoroso incidente dell'astensione italiana sul documento dell'Unesco (che di fatto nega il legame millenario degli ebrei con la Città vecchia di Gerusalemme dove sorge il Muro del Pianto, il luogo più sacro per gli ebrei di tutto il mondo) arriva un gesto distensivo dal ministero per i Beni e le attività culturali. Il dicastero di Dario Franceschini ha inserito nel Piano ordinario di interventi 2017 il restauro delle catacombe ebraiche di villa Torlonia a Roma, con un fondo di 1.440.000 euro. Dice Franceschini: «Parliamo di un monumento di altissima rilevanza storica e culturale, a testimonianza di quando, già nell'antica Roma, una grande comunità ebraica viveva in città. Per questo il ministero ha deciso di sostenere il restauro del complesso che necessita di cospicui interventi conservativi. Abbiamo condiviso le giuste preoccupazioni degli amici dell'Unione Comunità Ebraiche Italiane con cui collaboreremo per rendere nuovamente vivo e fruibile per tutti questo straordinario complesso culturale». La vicenda è molto più complessa e risale al febbraio 2016 quando il Direttore generale per l'Autorità delle Antichità di Israele, Israel Hasson, contatta Alessandro Bianchi, dal 2005 coordinatore dell'intesa che regola le collaborazioni culturali tra lo Stato di Israele e il ministero per i Beni culturali. Hasson è preoccupato, e anche un po' irritato, perché nel piano di spesa del ministero per il 2016 è sparito il finanziamento per il restauro delle catacombe, una testimonianza preziosissima per gli ebrei della Diaspora. Bianchi suggerisce una mossa formale e così Hasson scrive a Franceschini manifestando il suo allarme per il progressivo deterioramento delle catacombe al punto di temere «per la sua futura integrità». Ma il piano 2016 era ormai varato. Pochi giorni fa la questione è tornata sul tavolo del Segretario generale del ministero, Antonia Pasqua Recchia, dopo una nuova segnalazione di Bianchi e le ripetute sollecitazioni dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, presieduta da Noemi Di Segni. Di lì è partito l'inserimento del rifinanziamento nella programmazione lavori per l'anno 2017 da parte del Consiglio Nazionale dei Beni culturali. Le catacombe ebraiche, scoperte nel 1918, hanno un'origine accertata non anteriore all'età di Settimio Severo (193-211 d.C.). Ebbero uno sviluppo per tutto il III secolo, con tracce sicure di uso fino al V secolo.