Più attenti a come vestono i fedeli che a uomini e movimenti "sospetti". La Uil: sorveglianza zero Pompei. L'allarme per gli attentati terroristici ai luoghi d'arte sembra non preoccupare la città mariana, meta preferita ogni anno da milioni di persone per la presenza degli scavi archeologici e del Santuario. Proprio nell'area di piazza Bartolo Longo e della Basilica di Pompei, tutto è tranquillo, come dimostrava, almeno sino a ieri, la mancata adozione di misure per aumentare la sicurezza, contro il rischio di attentati, dei luoghi più interessati dal flusso dei visitatori. Nel Santuario si può infatti entrare senza subire alcun particolare controllo. Agli ingressi di una delle chiese più importanti della Campania e dell'intero Meridione, avviene solo una verifica sull'abbigliamento dei fedeli. A quelli che indossano abiti succinti eo trasparenti viene inibito l'accesso, almeno quando alle porte della Basilica sono presenti gli addetti alla vigilanza o i volontari. Oltre questa precauzione non sembra che venga adottato alcun provvedimento aggiuntivo. Possono quindi entrare dagli ingressi principali del Santuario, anche persone magari munite di borse eo zaini, senza subire alcun controllo. Stessa situazione anche alla portineria sita nei pressi del campanile, che è possibile utilizzare per recarsi in chiesa, oppure in altri luoghi della Basilica stessa, come l'area attrezzata con telefoni pubblici, la galleria degli ex voto, la sala delle offerte, le varie cappelle, senza essere sottoposti a particolari controlli. Gli accessi della stessa Basilica del resto sono sprovvisti di qualsiasi sistema per rivelare se qualcuno delle persone in visita al Santuario ha indosso un'arma o, peggio ancora, nasconde all'interno di uno zaino un ordigno. Le zone d'ingresso e quelle interne alla chiesa sono comunque sorvegliate da un sistema di telecamere, che può essere un deterrente contro ladri e borseggiatori, ma di certo non sembra sufficiente a garantire la sicurezza da eventuali attentati. C'è da aggiungere che, come fanno notare alcuni, da diverse settimane l'intera città mariana registra comunque un aumento della presenza delle forze dell'ordine ed una crescita dei controlli da parte di polizia e carabinieri, che oltre a potenziare i posti di blocco in zone trafficate dai turisti, hanno incrementato anche le perlustrazioni attuate da parte di agenti in borghese a bordo di motocicli. Proprio il segretario generale della Uil Beni Culturali Gianfranco Cerasoli, ha denunciato che nei musei italiani «la mancanza di addetti alla sorveglianza è da codice rosso». E i conti sulle carenze, rivela, arrivano proprio dal ministero con uno studio, messo a punto già nel '99, in base al quale mancano all'appello addirittura 6.165 guardiani.