Riassunto (breve) delle (infinite) puntate precedenti: cinque anni di eroiche battaglie condotte tra una crisi e l'altra dalla giunta Sodano con la Sovrintendenza per far smontare l'odioso cubo di piazza Sordello, traguardo raggiunto in extremis con approvazione del progetto del Politecnico, passaggio delle chiavi del municipio a Palazzi, aggiustatina al progetto, quasi completa realizzazione, scoperta da parte di tutti o quasi che si rischia un altro bel pugno negli occhi, querelle su chi sia il colpevole con corsa allo scaricabarile, intervento della progettista medesima che afferma che trattasi dei disegni licenziati dalla giunta Sodano, ex sindaco che, dichiarando candido di parlare «senza avere elementi per giudicare» (sic), rende noti i suoi dubbi sulla coincidenza tra il progetto approvato e quello che sta prendendo forma, amministrazione in carica che pare essersi accorta del pugno in un occhio quando ormai era troppo tardi. Insomma, una storiella da fogliettone politico zeppa di rimpalli di responsabilità e di sbadigli. La Gazzetta, in attesa di eventuali altri documenti che la vulgata politica vuole in arrivo, è andata alla fonte contattando la progettista, peraltro verosimilmente disinteressata alla menzogna politica: «È il progetto approvato nel 2015 dalla giunta Sodano» ha sancito la Ferro. Punto e a capo, pareva. Da lì, altro filone: quello dei dubbi che resistono, della reazione di Palazzi che non riesce a non irritarsi e delle nuove note stampa. Ben due ieri: una di Forza Italia (consiglieri e coordinatore cittadino), l'altra dell'intera ex quinta giunta Sodano. Notare la forza che il tormentone dei mosaici continua ad avere nella politica: avete memoria di comunicati di giunte disciolte? Tanto più quando sono pressoché interamente passate a miglior vita politica (il solo Irpo ha ancora ruoli istituzionali, mentre i vari Segala, Dall'Oglio, Cavarocchi, Rose e Tonghini sono fuori dai radar)? La nuova puntata è quella di Forza Italia che, dopo le parole della Ferro, non attribuisce più paternità a Palazzi ma vira a chiedersi «per quale motivo il sindaco, appena insediatosi, non bloccò i progetti della passeggiata archeologica (...) intromettendosi come ha fatto su Valdaro e palasport di Borgochiesanuova». Ed è quella dell'ex amministrazione che invita il sindaco a smetterla di parlare di «vuoto pneumatico» quando si riferisce all'era Sodano, facendo seguire un succinto («per non annoiare il lettore») riepilogo dei successi conseguiti nel lustro in via Roma «anche se la litigiosità dei partner di governo ha oscurato molto di quanto fatto». Resiste l'invito di Palazzi a discutere tutto in un confronto pubblico per accertare l'agognata verità. All'ordine del giorno manca anche qualche evergreen come il sottopasso a porta Cerese o la chiusura dell'anello monco delle tangenziali: poi il feuilleton sarebbe completo. (gds)