La conferenza dei servizi a Roma ha decretato che i lavori di Terna sulla linea Redipuglia-Udine Ovest possono proseguire UDINE. La conferenza dei servizi, ultimo atto per la rideterminazione dell'iter relativo all'elettrodotto Redipuglia-Udine Ovest rinnovato dopo la bocciatura del Consiglio di Stato, si è chiusa invece con parere favorevole. Sarà quindi autorizzata Terna Spa a terminare i piloni, innalzati per la quasi totalità nei 40 chilometri di percorso e già in buona parte collegati con conduttori elettrici. Delusi i referenti delle sette amministrazioni (Basiliano, Lestizza, Mortegliano, Pavia di Udine, Palmanova, San Vito al Torre, Trivignano) che da sempre hanno contrastato l'opera in quanto eccessivamente impattante, proponendo in alternativa l'interramento. Ugualmente sconcertati i componenti del Comitato per la vita del Friuli rurale, che rappresentano i proprietari dei terreni asserviti. Tutti i soggetti convocati nella conferenza martedì 18 ottobre, ministeri ed enti vari e Regione Fvg compresa, hanno approvato, gli unici "no" dalle sette amministrazioni comunali. È parso a questi «un'incoerenza» che l'elettrodotto venga realizzato con la modalità aerea originale, nonostante il parere negativo due volte ribadito (dalla Soprintendenza e dal ministero competente) per i danni al paesaggio, valutazione superata in questa ultima fase dell'iter. Interpretando l'insoddisfazione dei colleghi, il sindaco di Basiliano, Marco Del Negro, osserva: «Confermiamo la contrarietà a un'opera che danneggia il paesaggio rurale. Terna e Governo hanno sottolineato l'economicità dell'intervento senza tener conto della poca coerenza fra questo e le politiche statali e regionale di stimolo all'economia rurale commerciale, agricola e artigianale per la valorizzazione del territorio friulano». Durissimo Aldevis Tibaldi, del Comitato per la vita del Friuli che vede l'esito della conferenza frutto dell'intervento "a gamba tesa" di Renzi in favore dell'elettrodotto: «Abbiamo assistito a un sopruso evidente della politica. Un esercizio illegittimo del potere quello assunto da Renzi che si è espresso a favore dell'opera prima del decreto del ministero dell'ambiente, che ha dovuto soccombere. Nel caso di posizioni diverse fra ministeri, quale si era configurata sull'elettrodotto, la legge prevede che il conflitto fra le due entità di pari potere sia sanato nel consiglio dei ministri previa istruttoria specifica, che è stata omessa. Indiscutibili inoltre le responsabilità della Regione e della presidente Serracchiani e siamo sconfortati dall'inerzia della magistratura locale per i lavori abusivamente realizzati da Terna dopo il blocco del Consiglio di Stato». Non starà con le mani in mano il Comitato, annuncia Tibaldi: proseguirà la battaglia «nel denunciare gli effetti del processo democratico disatteso e la legge infranta». Terna Spa non ha commentato l'esito della conferenza, dove ovviamente ha dato parere favorevole. Invia per email Stampa 19 ottobre 2016