PIOMBINO Ecco come cambia Piombino con la variante Aferpi. In vista dell'assemblea di martedì 25 alle 17 al Perticale, l'Amministrazione interviene sui contenuti. L'adozione è prevista in consiglio comunale il 28 ottobre. Quagliodromo e 398. «Per l'aspetto urbanistico - afferma l'assessore Carla Maestrini - la variante prevede l'individuazione delle aree che delimitano i tre segmenti produttivi (siderurgico, logistico e agroindustriale) del piano industriale Aferpi, con lo spostamento dell'industria dal centro urbano e con la restituzione di un pezzo di territorio alla città. Gli aspetti maggiormente discussi e criticati sono quelli relativi all'occupazione aggiuntiva di un'area al Quagliodromo, ora esterna al perimetro industriale, e il tracciato del secondo lotto della 398». «L'area in più al Quagliodromo, 76 ettari, non sarà destinata a nuovi impianti industriali, ma verrà utilizzata per collegamenti infrastrutturali. Inoltre l'Amministrazione chiede la cessione della strada litoranea dell'area, ora interdetta, per un suo utilizzo a servizio della balneazione con possibile adeguamento a pista ciclabile. Nel complesso comunque, a fronte di questi 76 ettari in più, altri 145 ettari verranno dismessi dagli usi industriali per essere destinati a funzioni più leggere (commerciali, artigianali, di servizio...) nell'area contigua a Città Futura (circa 23 ettari) o per essere destinati alla logistica (area dei cumuli e ex area a caldo, altri122 ettari). Ci sarà pertanto un ripensamento complessivo che avverrà in tempi diversi». «Altri 47 ettari tra il quartiere Cotone- Poggetto e la linea ferroviaria saranno destinati ad accogliere nuove categorie produttive: non sono ammessi impianti con rischio rilevante. Saranno aree a vocazione ambientale ma con impatti bassi». «L'azienda inoltre dovrà presentare un masterplan dove verranno pianificate nel dettaglio l'area agroindustriale, quella contigua a Città Futura e il quartiere Poggetto-Cotone con tutte le interconnessioni e fruizioni. Successivamente dovranno essere presentati due piani attuativi. La fase di pianificazione di quelle aree deve essere fatta e molti sono ancora i passaggi da fare e da condividere con la cittadinanza». «L'altro aspetto è il tracciato della 398, un tracciato già esistente nel Piano Strutturale del 2007. Quello che abbiamo presentato quindi non è niente di nuovo e non è né un progetto esecutivo né definitivo. Anche in questo caso ci saranno molti passaggi che accompagneranno la progettazione. La strada sarà assoggettata a Via con un iter procedurale autorizzativo. Se il progetto risulterà incompatibile, il tracciato sarà rivisto. La strada sarà a una distanza di 70 metri dalle abitazioni e sarà realizzato un filtro verde con un'area a parco che dividerà il quartiere dalla strada e con una pista ciclo pedonale che congiungerà il Cotone alla città. La quota della strada sarà inoltre molto inferiore a quella dove sorgono le abitazioni. Da tenere presente inoltre che questa strada allontanerà l'area industriale dal centro abitato.» «Tornando all'immediato, una volta approvata la variante, ci saranno 60 giorni per le osservazioni, a seguire le controdeduzioni e prima dell'approvazione si dovrà andare in conferenza paesaggistica con la Soprintendenza per le coerenze con il Piano indirizzo territoriale e in quella sede sarà valutato l'effettivo bilanciamento degli interventi pubblici coinvolti». Ambiente. «Non ci sono sconti ambientali nel processo di reindustrializzazione Aferpi - afferma l'assessore all'ambiente Marco Chiarei -. Già nelle norme della variante abbiamo inserito importanti elementi in materia ambientale. Gli impianti si dovranno inserire in una cornice territoriale che consentirà la massima sostenibilità, sia la delocalizzazione impiantistica che la messa in atto di misure mitigatrici consentiranno da subito di ottenere un miglioramento consistente della qualità di vita del nostro territorio. Abbiamo posto particolare attenzione alla questione degli approvvigionamenti idrici a scopi industriali mediante norme che obbligheranno il soggetto industriale ad utilizzare sempre di più acque di recupero provenienti dalla depurazione civile (Cornia Industriale e Fenice) e sempre meno quelle provenienti dagli emungimenti da falda. La pianificazione urbanistica è stata fatta in maniera integrata e coordinata con le necessità di una maggiore sostenibilità ambientale del polo produttivo siderurgico e, in prospettiva, con quelle dell'intera area industriale. Una scelta forte è anche quella fatta sulle aree attualmente ricoperte dai famosi "cumuli", ovvero la definizione di un'opportunità di utilizzo di quelle aree a fini produttivi. Una scelta che va in parallelo allo straordinario lavoro che il Comune, la Regione, il ministro ambiente e Rimateria stanno facendo per risolvere un ultradecennale problema. Da una parte creare condizioni di risanamento ambientale e dall'altra generare nuove opportunità di sviluppo e di recupero di aree sino ad oggi considerate irrecuperabili». «Infine ci sarà massima attenzione sui contenuti delle Autorizzazioni Ambientali Integrate che la Regione dovrà emettere sui singoli impianti che Aferpi dovrà realizzare. Già oggi nel decreto di non assoggettabilità a Via la Regione indica le prestazioni ambientali che si dovranno raggiungere in termini di emissioni in tutte le matrici ambientali interessate: aria, acqua, suolo».
TOSCANA - Così Piombino recupera territorio
L'Amministrazione di Piombino ha presentato una variante per la reindustrializzazione del polo Aferpi, che prevede l'individuazione delle aree produttive e la restituzione di un pezzo di territorio alla città. La variante include anche la creazione di aree a vocazione ambientale e la messa in atto di misure mitigatrici per ridurre gli impatti ambientali. L'azienda dovrà presentare un masterplan e due piani attuativi per la pianificazione delle aree. La strada della 398 sarà realizzata con un filtro verde e una pista ciclo pedonale, e sarà assoggettata a Via con un iter procedurale autorizzativo. La Regione dovrà emettere Autorizzazioni Ambientali Integrate per i singoli impianti.
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