Confesercenti: il ministero sia solerte come con le bancarelle Vertice in prefettura, la fine del cantiere può slittare di un anno PISA. «Il prefetto ha rinnovato l'invito alla massima sinergia tra gli enti interessati per riconsegnare il prima possibile il palazzo della Sapienza e la Biblioteca universitaria alla città, probabilmente entro la fine del 2017». Finisce con questa previsione, a metà tra il realistico e il prudenziale, ma anche con l'esigenza di ulteriori dosi di pazienza, una nota della prefettura dopo l'incontro che si è tenuto a palazzo del governo, mercoledì scorso, sui lavori alla Sapienza. Un cantiere assai rallentato, come avevamo anticipato ieri, e con due velocità: ancora tre mesi per la parte di competenza dell'Università, ancora un anno se dovrà essere indetta un'altra gara d'appalto per assegnare i lavori nella parte di competenza del ministero dei Beni culturali (quella dove si trova la Bup, la biblioteca universitaria). L'incontro in effetti non ha sciolto questo nodo della gara. Il rettore Massimo Augello ha confermato la disponibilità dell'Ateneo a prendersi carico anche dell'esecuzione dei lavori di pertinenza del Mibact, come richiesto dal ministero, «sottoponendo a tal fine all'Anac - si legge nella nota - un parere circa la possibilità di utilizzare l'Università quale stazione appaltante anche per gli interventi di cui sopra». In pratica, la possibilità di utilizzare lo stesso gruppo di ditte già impegnato all'interno della Sapienza. Una frase che conferma come una risposta al quesito non sia ancora stata fornita. Augello «evidenzia infine che, in tale auspicata ipotesi, non sarà possibile la conclusione dei lavori di pertinenza dell'Università entro la data prevista (31122016) dalla recente variante al progetto iniziale». Mentre i libri ancora presenti nella biblioteca saranno trasferiti nella sede dell'Archivio di Stato di Lucca per permettere l'avvio dei lavori (la direttrice bibioteche del Mibact, Rossana Rummo, parla «di completo trasferimento per fine febbraio 2017»), la Sovrintendenza deve definire con i tecnici dell'Università le modalità per «poter eseguire un restauro "a regola d'arte" secondo quanto emerso dalle rilevazioni stratigrafiche e chimiche interpolate con i documenti storici riferiti al progetto dell'arch. Vincenzo Pilotti, autore del progetto originario». Ancora un aspetto, dunque, che resta da mettere a punto. Anche da qui l'appello «alla massima sinergia» da parte del prefetto Attilio Visconti. Intanto le lungaggini continuano a provocare reazioni e proteste. «Siamo pronti con i nostri organismi nazionali a chiedere un incontro con il ministro Dario Franceschini per sbloccare la situazione, assurda, dei lavori alla Sapienza. Lavori che stanno subendo inammissibili ritardi proprio per la lentezza della burocrazia che ancora regna nelle stanze romane», dice Simone Romoli, responsabile area pisana di Confesercenti. «Sarebbe logico pensare che anche il ministero sbloccasse la sua parte, peraltro già finanziata, per portare a termine tutto l'intervento. Dispiace vedere come il Mibact - dice ancora Romoli - sia stato così solerte a firmare il protocollo per impedire il rientro delle bancarelle del Duomo in Piazza dei Miracoli, ma invece sia lentissimo per la Sapienza». Romoli torna sui danni economici alle attività commerciali frutto del protrarsi della chiusura: «Noi quotidianamente seguiamo le loro vicende e soprattutto raccogliamo il loro grido di allarme. Pubblici esercizi, copisterie, edicole, attività commerciali legate all'indotto del complesso universitario sono state costrette in certi casi addirittura alla chiusura e le poche che resistono rischiano la stessa sorte».