PROGRAMMAZIONE culturale, promozione del patrimonio culturale, visibilità dei musei fuori dai confini regionali e nazionali. Nel forum di Repubblica con i quattro direttori dei musei autonomi della Campania (Capodimonte, Museo archeologico nazionale di Napoli, Reggia di Caserta e Paestum) hanno chiamato in causa la Regione sul tema della definizione di un sistema di offerta museale e sulla necessità di incentivare la promozione del patrimonio culturale campano. Il professore Sebastiano Maffettone è il consigliere del presidente della Regione Vincenzo De Luca per l'organizzazione culturale. Professore, i direttori dopo un anno di attività segnalano un aumento dei visitatori, ma auspicano un maggiore impegno degli enti territoriali per la promozione museale... «I direttori hanno ragione nel sottolineare l'importanza dello sforzo che hanno fatto, sforzo che ha reso possibile i notevoli risultati in termini di pubblico, ma anche di qualità, finora raggiunti. Ma devono anche tenere presente che il numero dei turisti che hanno visitato la Campania è di molto aumentato nell'ultimo periodo e che quindi i visitatori aumentano riempendo non solo alberghi ma anche siti archeologici, musei. I quattro musei sono stati dotati dalla ministero di risorse davvero ingenti, e questo di certo facilita un compito di promozione. A fianco di questa ricca dotazione i musei godono un'autonomia pressoché totale. Ciò rende ogni forma di coordinamento politico sul territorio molto complicata. Come fai - se sei un'istituzione territoriale - a coordinarti con strutture più importanti, più ricche e fornite di governance indipendente?». E cosa può fare la Regione per aiutare la nascita di un sistema di offerta museale? «Le istituzioni politiche territoriali possano fare meglio e di più. Mi permetto di ricordare però che Turismo e Cultura si stano muovendo in Regione di pari passo, come confermano la legge 1 del 2016 che istituzionalizza una "Agenzia sul Patrimonio culturale e il Turismo", la rifondazione di Scabec e numerose iniziative singole. Può esserci un sistema regionale coerente e per questo serve programmazione». Professore Maffettone, che cosa si può fare? «La mia idea è che il coordinamento deve essere politico e i direttori potrebbe entrare come consiglieri in una "camera di consultazione obbligatoria" quando si parla di musei. Possiamo fare un piano regionale coerente e i direttori, che hanno autonomia - una cosa buona - possono essere inseriti e avere voce in capitolo: quando si parla di musei in Regione li dobbiamo sentire. Per ora è un'idea, ci lavoro per farne un progetto». Cosa dovrebbe derivare dalla riforma Franceschini? «I direttori non dovrebbero dimenticare l'output in termini di occupazione giovanile che con i fondi a disposizione dovrebbero ottenere. E ci si deve ricordare dei musei provinciali dimenticati, una grande numero di raccolte spesso abbandonate». Altre iniziative che la Regione mette in campo? «La Borsa archeologica di Paestum di fine mese e la delibera "Cultura 2020" che ho contribuito a formulare e promuovere io stesso, delibera che prevede la formulazione di 12 itinerari culturali che in seconda istanza fungono da leva anche per il turismo».