"Mi si definisce un direttore giovane ma questo fa capire che viviamo in una gerontocrazia. Alla mia età Dante aveva già scritto la Divina Commedia e mai avrei pensato da giovane di definirmi tale a 48 anni- è quanto ha dichiarato Eike Schmidt nell'ambito della trasmissione serale Bella Vista su Controradio, entrando subito nel merito delle questione Conservazione e valorizzazione devono andare di pari passo. Quest'ultima dà poi anche la possibilità di tutelare meglio. Questa settimana, ad esempio, abbiamo inaugurato le nuove sale del Botticelli che prevedono vetri di ultima generazione prodotti a Cuneo, trasparenti e più forti, che creano un microclima di tutela delle opere. Un nuovo allestimento dunque che ne migliora anche la tutela" "Per Firenze e Venezia il rapporto col turismo di massa è estremamente delicato. E vengono spesso per entrare nei musei farsi il selfie ed uscire. Bisogna creare delle installazioni in modo che la gente passi più tempo davanti ai quadri. Una diversa distribuzione delle opere per una reale fruizione e comprensione. Il rischio di cadaverizzazione turistica della città c'è sicuramente. Per questo occorre fare molta attenzione. Giudico molto positivamente il regolamento comunale sulla scia delle direttive Unesco". "I musei virtuali sono il nuovo scenario del futuro, la digitalizzazione delle opere ne eviterebbe il loro girare come trottole per il mondo. Bisogna creare con le tecnologie digitali che abbiamo, altri luoghi. Non penso all'estinzione delle mostre ma molte mostre non hanno una valenza tale da renderle necessarie". Da quando, nel 2015, Eike Schmidt è diventato direttore della Galleria degli Uffizi e di Palazzo Pitti, non si può dire che siano mancate iniziative che hanno fatto discutere e che, spesso, lo hanno portato su posizioni lontane da quelle del suo predecessore. Così ad esempio è successo lo scorso maggio, quando i visitatori in fila per accedere agli Uffizi hanno sentito risuonare nell'aria, a intervalli regolari, la voce dello stesso Schmidt che ricordava loro il prezzo dei biglietti, i luoghi e le piattaforme in cui acquistarli, le modalità per ridurre i tempi di attesa, e che li metteva persino in guardia dai bagarini e dagli scippatori. Il messaggio, in italiano e inglese, veniva diffuso da una serie di altoparlanti installati lungo il perimetro del piazzale antistante il museo. La scelta, quantomai bizzarra, ha immediatamente suscitato un coro di polemiche arrivato fino al confinante Palazzo Vecchio: "Il problema della sicurezza e degli abusivi è importante ha affermato l'assessore Federico Gianassi ma questo provvedimento rischia di essere un boomerang". Tant'è che, alcuni giorni dopo, gli uffici del museo si sono visti consegnare una sanzione pari a 295 euro da parte della polizia municipale per la 'violazione del regolamento comunale sugli impianti pubblicitari', che prevede la richiesta di autorizzazione al Comune per simili attività. Autorizzazione che Schmidt non ha mai richiesto poiché convinto che gli spazi dei loggiati fossero afferenti al demanio, e non di competenza comunale. "Pago la multa di tasca mia ha dichiarato in quell'occasione Schmidt Il popolo italiano mi stipendia per difendere il patrimonio artistico, sono soldi ben investiti". E ancora: "Invece di investire tempo ed energie per capire se abbiamo commesso un errore amministrativo nell'intraprendere la nostra iniziativa contro il bagarinaggio, quel che conta è un'altra cosa: bisogna stare uniti nel combattere gli illeciti e nel difendere il nostro patrimonio culturale". Polemiche ha suscitato anche la decisione di provvedere allo 'sgombero' dei dipinti presenti nel Corridoio Vasariano. Decisione motivata come un 'ritorno alle origini' per il Corridoio, realizzato nel 1565 da Giorgio Vasari su richiesta di Cosimo I per passare in sicurezza da Palazzo Pitti a Palazzo Vecchio, che solo a partire dal 1973 ha iniziato ad ospitare a rotazione sulle sue pareti oltre 500 autoritratti della collezione degli Uffizi. "L'attuale allestimento ha dichiarato Schmidt è nato come provvisorio. La rimozione degli autoritratti è necessaria per motivi di tutela e conservazione: non posso tenere gli autoritratti nel frigorifero d'inverno e sulla graticola d'estate. Il Corridoio deve tornare al suo compito originario, una via di passaggio, non una galleria espositiva". Presa di posizione che ha spinto il sindaco Dario Nardella a un laconico "no comment", e che ha portato l'architetto Stefano Boeri che fa parte del comitato scientifico degli Uffizi a dichiarare che "svuotando il Vasariano dei ritratti si finirebbe per perdere l'esperienza unica di muoversi nascosti dentro Firenze, essendo al contempo osservati a mille occhi: gli occhi di una folla di geni. Sono per una gestione 'contingentata' del Corridoio, con un adeguamento degli impianti, una gestione degli ingressi finalmente sottratta ai tour operator e un potenziamento della sezione contemporanea". Sulla stessa scia anche Pietro Petraroia, anche lui membro del comitato scientifico del museo: "Il Corridoio Vasariano ha problemi oggettivi da risolvere, ma è anche vero che la sensazione che può provare oggi il visitatore attraversandolo, faccia a faccia coi grandi ritratti, è irripetibile". Le critiche tuttavia non hanno impensierito Schmidt, che ha continuato per la sua strada. Secondo il direttore, infatti, lo spostamento delle opere porterebbe loro enormi vantaggi: "Chi passa oggi dal Corridoio dedica pochissimo tempo agli autoritratti, spesso addirittura passa di corsa, e se anche avesse tempo e voglia di guardare bene quei dipinti non avrebbe lo spazio per farlo. Di sicuro non diventerà un'autostrada; la mia idea è di portarci manufatti della collezione oggi nei depositi". Nelle intenzioni di Schmidt questo porterebbe anche ad una maggiore 'democratizzazione' del Corridoio. Attualmente, infatti, può essere visitato dal 1996 ma solo attraverso visite organizzate in determinati periodi dell'anno e con biglietti piuttosto cari. "Questo non può più succedere ha chiarito il direttore Penso ad un biglietto separato, perché la visita al Vasariano non deve essere un obbligo, con un costo adeguato a quello di un museo". A tal proposito, a fine settembre il Corridoio è stato riaperto e rimarrà tale fino al 30 novembre, quando sarà chiuso per dare avvio ai lavori di adeguamento necessari ad una sua apertura stabile al pubblico che, almeno in teoria, dovrebbe avvenire nella primavera 2018. Non sono poi mancate le polemiche con il governo centrale e con il Ministero della Cultura, come quella riguardante le carenze d'organico: "Dal 2011 agli Uffizi sono state aperte 56 nuove sale e altre 24 sono state riallestite, ma non un solo custode è stato aggiunto all'organico. Al contrario, si è registrata addirittura una flessione verso il basso", ha dichiarato al Corriere Fiorentino. Una situazione che sarà risolta in tempi brevi, auspica Schmidt: "Sia l'amministrazione delle Gallerie che i sindacati hanno fatto presente la necessità di rinforzi a Roma, alla Direzione Generale del Ministero: quest'ultima è infatti responsabile della gestione del personale anche per i musei dotati di speciale autonomia, come le Gallerie degli Uffizi". Il direttore è stato molto duro anche con riferimento alla mancata realizzazione della Loggia di Arata Isozaki: "E' uno dei pochissimi casi nella storia dell'arte contemporanea in cui si fa una gara, in questo caso internazionale e ormai risalente a 20 anni fa, e poi non si dà seguito al risultato", ha dichiarato all'Ansa, aggiungendo che "i politici, intendo al livello più alto del governo, decidano se annullare o no la realizzazione della Loggia: noi stiamo andando avanti con i lavori di ampliamento della galleria, e presto arriverà un momento in cui, in assenza di risposte su questo tema, dovremo procedere ala sua realizzazione". E ha concluso con un affondo finale: "La questione è diventata puramente politica, e per questo spetta ai politici decidere se annullare tutto e, in caso, affermativo, considerare anche che il risarcimento economico per lo stesso Isozaki potrebbe far lievitare i costi di alcune decine di milioni di euro".