Quelle aree, le caserme dove sono passate decine di migliaia di soldati di leva e militari dell'esercito, non sono più strategiche e quindi possono entrare nella disponibilità della città che le ospita. È questa la scelta di fondo che sta dietro la cessione di due edifici e delle aree vicine che ieri, con il protocollo firmato dal ministro Pinotti in Accademia, sono usciti dalla disponibilità del Ministero della Difesa per passare sotto quello dell'Agenzia del Demanio che provvederà a venderle. «Per me è un motivo d'orgoglio - ha commentato il ministro Pinotti - poter essere qui. Sono arrivata da Bruxelles dove abbiamo tenuto un incontro con Germania e Spagna per potenziare la collaborazione e la formazione delle forze armate, a cominciare dai giovani ufficiali. Questa cessione che realizziamo a Modena, che si aggiunge alle 650 già realizzate in tutta Italia da quando sono diventata ministro e per questo devo ringraziare la task force che mi ha affiancato in questi anni». La trattativa è stata riservata, anzi riservatissima. Le entrate, per decine di milioni di euro, serviranno per mettere a posto le caserme ancora in attività dell'Esercito e della scuola ufficiali, lasciando al Comune il 15 di ciò che verrà incassato. La caserma dell'ex Ottavo Campale in via Emilia Ovest 197, a poche centinaia di metri dalla Ghirlandina, è stata ceduta. Tecnicamente, dismessa. Cioè non è più una struttura militare nonostante per un secolo e più sia stata una scuola e una sede per mezzi, armi e automezzi. Tra l'altro quel Reggimento di artiglieria pesante campale è stato sciolto e non esiste neanche più. La struttura che è arrivata a ospitare 800 militari in servizio permanente effettivo oggi ospita solo 150 uomini in divisa, in prevalenza militari che lavorano in Accademia o in strutture collegate. Per loro si aprono le porte di altre collocazioni nelle caserme che restano o resteranno in attività. C'è ad esempio la "Setti" che ospitava il deposito dell'Aeronautica in via Saliceto Panaro, e ancora la Fabrizi e la Montecuccoli oltre alla stessa Accademia. «Sarà un impegno enorme per realizzare qualcosa che sarà utile a tutta la città - ha commentato Muzzarelli - Sarà indetto un concorso di idee a livello internazionale prima di portare in consiglio per il voto le modifiche urbanistiche. Quanto alla scelta fatta credo che riconfermi il legame tra la città e l'Accademia, come testimoniato anche dalla cerimonia pubblica dell'alzabandiera che teniamo in piazza Grande ogni mese». A parte l'edificio storico su via Emilia, il più antico e vincolato dalla Soprintendenza, nei 181 mila metri quadrati dell'area, pari a 38 campi di calcio messi in fila su un rettangolo di terra, su cui ce ne sono quasi 26 mila coperti, con molti edifici che già costituiscono una cubatura pari a quella che potrebbe ospitare le volumetrie di un piccolo paese, se aggiungiamo anche i volumi che potrebbero essere costruiti. Al netto della crisi del mercato immobiliare è un pezzo di Modena che diventa disponibile per tutto, a due passi dal centro. Dipenderà da quanto sarà possibile costruire e con che tempi. Aspetti appena sfiorati dal responsabile dell'agenzia del Demanio, ing. Roberto Reggi, che ha rinviato al tavolo tecnico con il Comune la definizione dei parametri urbanistici. Discorso simile anche per l'ex Magazzino Foraggi in Santa Caterina, che ha una grande area verde a fianco.
MODENA - Aree militari, dall'esercito alla città
Il ministro Pinotti ha firmato un protocollo con il Comune di Modena per cedere due edifici e aree vicine all'Accademia Militare, che erano in disponibilità del Ministero della Difesa. Le aree, che ospitavano decine di migliaia di soldati, non sono più strategiche e possono essere utilizzate dalla città. Le entrate dalle vendite delle aree saranno utilizzate per mettere a posto le caserme ancora in attività e per la scuola ufficiali. Il Comune avrà il 15% delle entrate. La cessione è stata trattata riservatamente e la scelta è stata fatta per riconfermare il legame tra la città e l'Accademia.
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