Di un'articolata proposta di interventi per luoghi e monumenti matildici si è fatto portavoce Maurizio Fontanili durante la presentazione dei 158 documenti e lettere di Matilde di Canossa, nell'incontro che si è tenuto sabato scorso nel Refettorio monastico di San Benedetto Po. Con lui anche Franco Canova, con il quale, insieme a Clementina Santi e Giordano Formizzi, ha tradotto in italiano l'imponente corpus documentario matildico, per favorirne la conoscenza anche da parte di chi non sa il latino. «Se è stato apprezzabile questo lavoro di divulgazione, sarebbero necessari ora alcuni interventi di recupero di importanti testimonianze matildiche», ha osservato Fontanili, che durante la sua presidenza della Provincia di Mantova ha fatto rivivere nel territorio la Gran Contessa, anche con la fondazione a San Benedetto Po del Centro Studi Matildici. Innanzitutto occorrerebbe rifare con tecniche e strumenti moderni un'indagine archeologica sul Bondanazzo, la corte dove Matilde ha trascorso malata gli ultimi mesi della sua vita ed è morta il 24 luglio 1115. C'è poi da assicurare la salvaguardia e l'eventuale trasferimento dell'affresco di Bondeno che raffigura Matilde a cavallo, ispirandosi al famoso ritratto del Farinati, in quanto è inserito in un edificio pesantemente colpito dal terremoto del 2012. Sarebbe auspicabile anche il recupero della pietra tombale di Bonifacio di Canossa a Mantova, divenuta nel tempo ormai illeggibile. Infine, si tratterebbe di intervenire sulla chiesetta di Valverde, a San Benedetto Po, una pertinenza del monastero che conserva al suo interno un ciclo di affreschi del Quattrocento. Secondo Fontanili occorrerebbe rivolgersi alla Soprintendenza, poiché l'edificio, di proprietà privata, è ancora chiuso dal dopo terremoto. Oriana Caleffi