Approvata la variante al Prg, l'edificio ospiterà un gruppo di suore. Castellan dell'associazione: incomprensibile che sia dato il permesso di costruire ZUGLIO. Il Comune ha approvato una Variante del Piano regolatore che permette di costruire tra la Pieve di San Pietro e la sottostante chiesetta un non meglio definito "eremo di meditazione e preghiera". Contro questa variante si scaglia Italia Nostra con il suo presidente regionale Francesco Castellan che spiega come questo intervento «non tenga conto delle normative che riguardano i Beni culturali, né tanto meno la sacralità che il luogo rappresenta per tutte le genti della Carnia». A supporto Castellan ricorda come un disposto della Soprintendenza abbia, nel 1983, fatto demolire la cappella neogotica della famiglia Grassi di Formeaso, «perché appartenente ad epoca più recente e quindi estranea all'originaria storicità dei monumenti esistenti», non si comprende pertanto «come l'amministrazione voglia autorizzare la costruzione di un edificio moderno, quindi ancor più stridente, a causa della diversa cultura architettonica attuale, con il complesso storico della Pieve». Il sindaco Battista Molinari si dice stupito dell'esternazione dell'associazione: «La variante comunale è stata decisa dopo un ampio dibattito con le soprintendenze paesaggistica ed archeologica che l'hanno approvata» dichiara. Molinari ricorda la questione della cappella della famiglia Grassi «non completamente demolita» e illustra il motivo della decisione del Comune. «La Polse di Cougnes ha presentato ora un primo progetto che prevede la costruzione di un luogo di preghiera sugli antichi resti della sede vescovile dei tempi di Aquileia». La Soprintendenza ha già rilevato il suo perimetro e l'ubicazione, fra la pieve di San Pietro e la chiesetta sottostante de La Madonute; il sito, prima dell'intervento edile, sarà comunque soggetto a sondaggi da parte delle Soprintendenze. Si tratta di un progetto a più ampio respiro, che si collega al futuro Museo dell'arte sacra che sarà creato nella Casa Gortani a Formeaso. «Il progetto, che comporterà un investimento di 800 mila euro, prevede la costruzione, secondo i canoni che le soprintendenze vorranno adottare, di un luogo di preghiera dove troveranno ospitalità suore che provvederanno alla custodia delle chiese, tenendo puliti i dintorni e, alla bisogna, restaurando i paramenti sacri di tutte le parrocchie della Carnia». La costruzione del manufatto comporterà l'intervento delle donne: «Saranno loro - termina Molinari - a ricercare in tutta la Carnia pietre di case ed edifici crollati che saranno utilizzate per la costruzione dell'eremo».