La Fondazione e il sindaco Biffoni hanno scritto al nuovo presidente di BpVi Gianni Mion che sembra possibilista sul rientro delle opere in città PRATO. Si apre uno spiraglio nella vicenda dei quadri contesi tra Prato e Vicenza, le opere della Cassa di risparmio di Prato un tempo custodite nella Galleria degli Alberti in via della Rinaldesca e da anni spostate a Vicenza, dopo l'incorporazione di CariPrato da parte della Banca popolare di Vicenza. Fabia Romagnoli, presidente della Fondazione CariPrato, ha convocato nel pomeriggio di oggi, 18 ottobre, una conferenza stampa a margine dell'assemblea dei soci, al Museo Pecci, per rendere noto che lo scorso 4 ottobre è stata inviata una lettera firmata dalla stessa Romagnoli e dal sindaco Matteo Biffoni all'indirizzo di Gianni Mion, presidente di BpVi, nella quale si chiede che la collezione delle opere torni a Prato. Tra queste ci sono il Crocifisso con cimitero ebraico di Giovanni Bellini, la Madonna col bambino di Filippo Lippi e la Coronazione di spine del Caravaggio. La risposta di Mion è arrivata lunedì e sembra lasciare più di una speranza ai pratesi. Mion è cosciente che la banca deve in qualche modo essere sensibile alle esigenze del territorio e si dice disponibile ad avviare un "dialogo sereno" con le comunità per contemperare le esigenze di queste ultime con gli interessi dell'istituto di credito. Presto verrà fissato un incontro per arrivare possibilmente a un accordo. Nessuno mette in discussione la proprietà dei quadri, che sono di BpVi, ora controllata dal Fondo Atlante: si vuole soltanto riportarli a Prato, dove la Fondazione si fa garante di renderli visibili alla cittadinanza. Ma la stessa Fondazione lavora anche su un altro fronte, quello della Soprintendenza ai beni artistici. La presidente Romagnoli ha spiegato che l'opera di sensibilizzazione verso la Soprintendenza potrebbe fruttare entro la fine del mese un vincolo. In altre parole la Soprintendenza potrebbe decidere che le opere devono stare nella Galleria degli Alberti o comunque nella provincia di Prato. A questo punto anche la Banca di Vicenza dovrebbe adeguarsi alla decisione.