Stato di agitazione promosso da dipendenti e sindacati del Polo museale dopo un'assemblea generale La revoca del provvedimento di accorpamento del Museo di Palazzo Grimani e del Museo Archeologico Nazionale è una delle richieste avanzate - secondo quanto reso noto dalle organizzazioni sindacali - dai lavoratori del Polo museale del Veneto, che nel corso di una assemblea, è stato dato mandato ai sindacati di proclamare lo stato di agitazione in tutti e dierci i musei del sistema. Le rappresentanze sindacali - si legge nella nota di Cgil Fp, Cisl Fp, Uil Pa, Flp e Rsu del Polo Museale - «accusano la direzione del Polo museale del Veneto di atti unilaterali», facendo esplicito riferimento al fatto che sarebbero stati disattesi accordi e dichiarazioni riguardo al futuro del Museo di Palazzo Grimani, che avrebbe dovuto ricevere «preventiva autorizzazione dal ministero per i Beni, le Attività culturali e il Turismo, prima di essere nuovamente sottoposta al tavolo sindacale in sede locale». Chiesta anche «una proposta concreta in merito all'articolazione degli uffici del Polo museale del Veneto e alla gestione dei musei di Venezia e del territorio» e «il rispetto delle normative in materia di sicurezza e accessibilità alle strutture». Inoltre «l'assemblea non condivide e non accetta la scelta unilaterale dell'Amministrazione di chiudere al pubblico il museo di Palazzo Grimani». L'assemblea inoltre «auspica che un autorevole intervento del Segretariato regionale (guidato dall'architetto Renata Codello ndr) possa essere utile alla soluzione dei problemi in atto, affinché sia ristabilito il rispetto delle regole e delle competenze. Si ricorda che, a tal fine, è stato già programmato un incontro con il Segretariato regionale - ente preposto al raffreddamento dei conflitti - in data 17 ottobre». Per quanto riguarda in particolare la chiusura di Palazzo Grimani, dei sette dipendenti in servizio, tre sono stati trasferiti al Museo archeologico, mentre altri quattro rimarrebbero poi a disposizione per i giorni di fine settimana - venerdì e sabato - in cui si è deciso comunque di aprire il museo nei pressi di campo Santa Maria Formosa e per altre eventuali aperture straordinarie da programmare. Una decisione che non sta bene ai dipendenti, perché li lascia in qualche modo a metà del guado. L'Assemblea ha inoltre lamentato «la mancata convocazione del tavolo sindacale per la definizione e l'avvio dei progetti di miglioramento dei servizi nell'anno 2016, che nelle altre realtà sono già stati oggetto di contrattazione e applicazione», «la mancata riunione di verifica dei "progetti di valorizzazione", già effettuati e relativi all'anno 2016» e infine «la mancata garanzia di ordinaria fruibilità dei diritti fondamentali e contrattualmente riconosciuti, quali permessi orari e ferie». Lunedì si riprende a trattare. (e.t.)
VENEZIA - No all'accorpamento con l'Archeologico
Lo stato di agitazione è stato proclamato dai dipendenti e sindacati del Polo museale del Veneto dopo un'assemblea generale. Le organizzazioni sindacali hanno accusato la direzione del Polo museale del Veneto di atti unilaterali, tra cui la revoca del provvedimento di accorpamento del Museo di Palazzo Grimani e del Museo Archeologico Nazionale. I sindacati chiedono una proposta concreta per l'articolazione degli uffici del Polo museale del Veneto e la gestione dei musei di Venezia e del territorio. Inoltre, non condividono la scelta unilaterale dell'Amministrazione di chiudere al pubblico il museo di Palazzo Grimani.
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