Da oggi nel museo di viale delle Belle arti nuovo allestimento: 500 opere di 170 artisti. Nella sala dell'Ercole e Lica di Canova esposti i lavori di Pascali e Penone Con i fondi del ministero al via anche la ristrutturazione dell'ala Cosenza COSA potranno dirsi l'Ercole e Lica di Canova e la Spoglia d'oro su spine d'acacia di Penone, guardando il Mare di Pino Pascali? Quali pensieri potranno sollecitare le loro distanze (estetiche, formali, cronologiche) e la contiguità forzata in una stessa, enorme sala espositiva? Può essere stato un interrogativo così, volutamente senza risposta se non quella libera di ciascuno messo di fronte al "fatto compiuto", a sollecitare la creatività (intuito artistico, e forse poetico) di Cristiana Collu che vara una monumentale ristrutturazione della Galleria nazionale di viale delle Belle arti: 500 opere esposte, 170 artisti, 40 sale espositive divise in 4 settori, 20 mila metri quadrati di pareti imbiancate. Il museo, che per oltre un secolo si è chiamato Galleria nazionale d'Arte moderna ora cambia anche nome, dice chiaro il ministro Franceschini «così smetteremo tutti di chiamarla Gnam». E dunque cosa resta di quel museo dall'allestimento storiografico tanto meticolosamente perseguito dalle precedenti signore (da Palma Bucarelli a Maria Vittoria Marini Clarelli passando per Sandra Pinto) che l'hanno diretto? Non molto, perché da oggi al 15 febbraio 2018 la Galleria nazionale ospita "Time is out of joint", citazione shakespeariana (quasi) intraducibile che fa riferimento a un tempo scardinato, che «sonda l'elasticità del concetto stesso di tempo, un tempo non lineare, ma stratificato che va ricomposto. E non ha nulla a che vedere con il disordine ma si appella a qualcosa d'altro che viene prima delle regole». Cristiana Collu è una delle direttrici di musei di "nomina" franceschiniana (arrivano anche i dieci mancanti; 442 le candidature; saranno operativi a inizio 2017), scelta con la mission di revivificare un museo che, pur nella sua perfezione museografica, rischiava di risultare noioso, didascalico, perdeva visitatori, rischiava marginalità. Nella mostra-riallestimento: tante opere sono state riportate nei depositi ma gli highlights ci sono tutti. I Van Gogh, i Segantini, i Ceroli, i Warhol, i Cézanne ma soprattutto i Burri accostati "a corto circuito" direbbe Achille Bonito Oliva, per aree tematiche, dalla Guerra alle Rovine alle Migrazioni. L'allestimento alleggerisce gli spazi, lasciando fluire la luce, liberando un chiarore che mette in evidenza le strutture dell'edificio originario del Bazzani datato 1911. Dall'ufficio del ministro Franceschini ricordano che presto riprendono i lavori (i fondi ci sono) per il padiglione Cosenza chiuso dalla fine degli anni Settanta, destinato a spazio multimediale. E davvero non è la noia il rischio che corre Time is out of joint, lo spaesamento è costante: Boldini e Braque, Cézanne e Chia, Duchamp e Fattori, Fontana e Gemito, Sartorio e Schifano... Spiega Collu: «Time is out of joint mette in campo una eterodossia, una disobbedienza, una sovversione così naturale che si potrebbe definire con Jabès "uno dei momenti privilegiati in cui si ristabilisce il nostro equilibrio precario" e si configura un incipit». Il museo diventa curatoriale, concettuale, temporaneo e, per ennesimo contrasto, gli si affianca il gioco pop di Paco Cao che invita al Beauty Contest: scelta del più bel ritratto in Galleria, da votare online.
GNAM - La Galleria che mixa il tempo dell'arte
Il museo di viale delle Belle arti di Roma ospita un nuovo allestimento con 500 opere di 170 artisti. La mostra, intitolata "Time is out of joint", esplora il concetto di tempo non lineare e stratificato. La direzione del museo è stata affidata a Cristiana Collu, che ha voluto alleggerire gli spazi e liberare la luce per mettere in evidenza le strutture dell'edificio originario. La mostra include opere di artisti come Van Gogh, Segantini, Ceroli e Warhol, e mette in campo una eterodossia e una sovversione. Il museo è stato ristrutturato con fondi del ministero e sarà aperto fino al 15 febbraio 2018.
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