"A queste condizioni, nel 2017 la mostra di Manet non si potrà fare. Non ho preclusioni per collaborazioni future, possiamo continuare se la città ha ancora in testa le mostre". Massimo Vitta Zelman, amministratore delegato di Skira, conferma qunato anticipato ieri da Repubblica: non ci sono più i presupposti, e i tempi, per realizzare la grande mostra di Edouard Manet, già annunciata un anno fa da Fassino e addirittura anticipata dal presidente del Musée d'Orsay Guy Cogeval, durante la su visita torinese all'apertura della mostra di Monet. Ma che cosa è successo in realtà? "Non abbiamo avuto alcun contatto con la nuova giunta e con la sindaca Appendino. Sono successe tante cose: è cambiata l'amministrazione, ma è arrivata anche una nuova direttrice alla Gam: e Carolyn Christov-Bakargiev ha una sua autonomia nei programmi. A marzo inoltre Guy Cogeval lascerà la presidenza del Musée d'Orsay. Tutto questo ha cambiato le cose. Ma c'è un altro fattore fondamentale". Vitta Zelman insomma non fa mistero che il progetto delle mostre degli impressionisti realizzate o da realizzare con il Musée d'Orsay, che solo per la rassegna di Monet ha prestato 40 dipinti - e i risultati sono stati stupefacenti, con più di 300mila visitatori in meno di cinque mesi - era molto legata all'impegno personale dell'allora sindaco Piero Fassino nella cultura cittadina. "Torino ci ha dato soddisfazioni, ma la realizzazione dei progetti non sarebbe stata la stessa senza Fassino" continua Vitta Zelman. E spiega che, da un punto di vista industriale, a Torino non ci sono condizioni favorevoli: sia per l'alto numero di abbonati alla tessera dei musei, che riduce i profitti, sia per l'impossibilità da parte dell'ente pubblico di sanare il deficit. "Proprio per questo Fassino ci aiutava ricorrendo ad altri sponsor. A differenza di quanto succede in altre città, si è trattato insomma di un impegno personale del sindaco, che ci ha permesso di sanare almeno in parte il deficit legato ai proventi mancati quando si entra a vedere le mostre con la carta musei". Insomma, Vitta Zelman è convinto che le pubbliche amministrazioni da sole non sonno più in grado di finanziare in modo significativo gli eventi culturali, e d'altronde le imprese che producono mostre non possono certo ripagarsi le spese con la sola biglietteria. "Ci tengo a ribadire che non ho elementi per dire che questo impegno con Torino non possa essere rinnovato, certo finora non abbiamo avuto contatti con l'amministrazione. Torneremo a Torino in primavera perché saremo coinvolti nella mostra "Colori" che Carolyn Christov-Bakargiev realizzerà a marzo, ma solo come editori e per il catalogo. Noi oggi siamo il primo produttore di mostre in Italia, siamo circondati di richieste. Stiamo anche pensando per nostro conto a un nuovo progetto più complesso su Manet, da realizzare con prestiti anche da altri musei, e non solo dal Musée d'Orsay: vedremo poi quando sarà realizzato, a chi affidarlo".
Torino e Manet, Skira conferma: "Nessun contatto con la giunta comunale, a queste condizioni nessuna mostra"
Il progetto di una mostra di Edouard Manet a Torino non potrà essere realizzato a causa delle nuove condizioni economiche e politiche della città. L'amministratore delegato di Skira, Massimo Vitta Zelman, ha confermato che non ci sono più i presupposti per la mostra, che era stata annunciata un anno fa. Vitta Zelman attribuisce la decisione alla mancanza di contatti con la nuova giunta e con la sindaca Appendino, nonché alla nuova direttrice della Galleria d'Arte Moderna, Carolyn Christov-Bakargiev, che ha una sua autonomia nei programmi. Il progetto era legato all'impegno personale dell'allora sindaco Piero Fassino nella cultura cittadina.
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