ROMA - Musei e città d'arte sono considerati tra i potenziali obiettivi del terrorismo e per questo, ogni volta che sale il livello di allarme, sono ormai da alcuni anni tra i primi luoghi per i quali vengono predisposte o potenziate misure di sicurezza. Il ministero per i Beni culturali, di concerto con il Viminale, sta lavorando ad una comissione con lo scopo di tutelare siti archeologici, città d'arte e musei, per i quali esiste già un pacchetto di misure "ordinarie" di tutela. A Roma, ad esempio, all'ingresso dei Fori Romani c'è un servizio di vigilanza privata, mentre l'interno dell'area archeologica è controllato con un sistema di videosorveglianza e pattuglie della polizia di Stato in borghese. A Firenze i luoghi simbolo sono superprotetti già dall'11 settembre del 2001: nei maggiori musei (Uffizi, Palazzo Pitti, Galleria dell'Accademia) si accede attraverso un metal detector. A Venezia il Comune sta predisponendo un piano di videosorveglianza con telecamere distribuite in tutta la città, ma si affida soprattutto al pattugliamento da parte delle forze di polizia: controlli a campione con il metal-detector portatile su visitatori e su borse e zaini lasciati in deposito, sotto vigilanza anche altri punti ritenuti particolarmente sensibili quali la Collezione Guggenheim o il Ghetto ebraico. A Milano sotto controllo particolare, oltre al Duomo, il Cenacolo Vinciano, dove le visite sono ammesse solo su prenotazione, la pinacoteca di Brera e il Castello Sforzesco.