UNA delle più importanti biblioteche d'arte italiane. Con i suoi 600 metri quadrati di superficie e oltre 110mila volumi, la Biblioteca d'arte del Castello Sforzesco - dislocata lungo l'ala a destra della Torre del Filerete - rappresenta da anni un punto di riferimento per studiosi e studenti, critici d'arte, docenti, antiquari, collezionisti e semplici appassionati. Circa settecento utenti al mese, che frequentano la sala di consultazione ricavata sotto la grande torre angolare. Peccato che la loro pazienza sia messa a dura prova dai continui disagi dovuti ai lavori di ristrutturazione del Castello. Snervati dall'ultima chiusura, durata un anno e mezzo (fra il gennaio del 2003 e la primavera del 2004) e legata alla disposizione degli impianti per il cablaggio, i fruitori più affezionati - che non cedono il proprio tavolo neppure nei giorni della canicola - sono appena stati informati di una nuova, improvvisa sospensione del servizio. «Si avvisa che dal primo di agosto la biblioteca rimarrà chiusa per lavori. La riapertura è prevista per il 28 dicembre» avverte il cartello affisso all'ingresso. A sentire Alessandra Mottola Molfino, direttore centrale del settore cultura del Comune, il motivo è quello di un'ulteriore sistemazione della sala di lettura (ripensata già l'anno scorso e dotata di nuovi scaffali) e di una verifica statica della struttura della volta antica, segnata da un paio di crepe poco rassicuranti. «Le verifiche-specifica Rina La Guardia, responsabile della biblioteca - sono indispensabili per poter avviare un progetto di ampliamento della sala stessa, con la costruzione di un ballatoio utile ad accogliere nuove librerie». Giustificata dalla saturazione degli spazi-che ha portato in passato anche all'infelice trasloco dell'emeroteca nella sede di via Cimarosa - l'idea di un altro, interminabile cantiere ha scatenato tuttavia la protesta degli utenti, che hanno preparato una lettera di reclamo indirizzata all'assessore alla cultura Stefano Zecchi. «Non è apprezzabile una scelta che penalizza il pubblico e che giunge con un preavviso infimo rispetto a quello che vorrebbe il rispetto delle persone e del loro lavoro» sottolineano i firmatari. Fra i tanti spiccano i nomi di Cri-stina Geddo, una delle curatrici dellamostrasul Cerano, della studiosa Nancy Marguerite Neilson Ward, dell'antiquario Marcello Viva e di Carlo Bertelli, ex soprintendente di Brera, che accusa l'intero sistema bibliotecario milanese. «La situazione è disastrosa. Queste chiusure, gli orari ristretti, le consultazioni limitate scoraggiano gli studi. Saremo tutti costretti a trasferirci all'Hertziana di Firenze per lavorare davvero». Al coro delle proteste partecipano anche le settanta guide dell'Apt, le ricercatrici universitarie, come Tiziana Monaco - che propone l'allestimento di una sala studio provvisoria - e degli studenti che in vista delle lauree d'autunno frequentano la biblioteca con orari no-stop. In attesa dei risultati delle prove statiche, la richiesta unanime è quella di trovare una soluzione alternativa e che, questa volta, oltre ai restauri impellenti vengano migliorati anche i servizi, pensando magari alla costruzione di un bagno. Che eviti agli utenti di attraversare ogni volta i cortili del Castello per andare a fare pipì.