UN COMITATO per affrontare il tema della sicurezza a Colle Oppio, anticipa la questura, cui seguirà un tavolo tecnico in cui saranno decise le misure da adottare per renderlo davvero quello che è: uno dei più bei parchi archeologici di Roma. Dopo lo stupro della turista australiana, il Colle con affaccio sul Colosseo è tornato infatti al centro del tema sicurezza, cui insieme, oggi, stanno lavorando comune e questura. A dirla tutta, quest'area non ha mai avuto una grande fortuna nonostante la vicinanza con l'Anfiteatro Flavio e le preziose memorie storiche, è stata nei secoli disastrata e depredata. Qui si trova la Domus Aurea, per esempio, cioè la villa di Nerone, che non è precisamente passato alle cronache per le sue nobili gesta. Tra fine Ottocento e inizio Novecento tutta la zona fu intensamente edificata, a partire dunque dal 1871, quando la città venne riorganizzata urbanisticamente per il suo ruolo di Capitale del Regno d'Italia. Fu allora che Colle Oppio venne destinato a giardino pubblico, per poi diventare quello che è oggi durante l'epoca fascista. Ma una grande cura non c'è mai stata, se non negli anni Duemila quando l'intera città fu rivoltata per l'imminente Giubileo. Il Colle venne ripulito, l'area archeologica valorizzata. «Il parco dovrebbe entrare a pieno titolo», spiega il soprintendente Francesco Prosperetti, «nel progetto dell'area archeologica centrale, come voleva l'accordo stilato con il ministro Franceschini e l'allora sindaco Marino». Ma intanto oggi non c'è più un custode in pensione? anche se resta la sua casetta accanto a quello che è stato il campo da calcio per i campionati peruviani, poi interrotti per lo stato in cui veniva lasciata l'area dopo ogni partita. Francesco Sgaramella scrive sulle recensioni di Google che è «indecente e inaccettabile » che «una tale bellezza sia insultata da totale assenza di manutenzione e decoro ed oltraggiata da bivacchi, accampamenti e da gente che espleta le proprie attività fisiologiche in piena libertà a due passi dal Colosseo». La polizia è sempre presente, almeno quattro volte alla settimana fa retate e porta via tutti quelli che non riescono a scappare. Ma non basta, spiegano in questura, «dopo qualche ora sono di nuovo lì». Da venerdì scorso, dopo le 21, i cancelli vengono però chiusi. «Servirebbe tuttavia una sinergia tra Comune, Ama e polizia: proprio per questo ci sarà il tavolo tecnico». C'è anche da dire che dormire in un parco, o se per questo anche su un marciapiede, non è di per sé un reato: altra cosa è l'occupazione abusiva. Ma di fatto, come in tante altre situazioni, le armi in mano alle forze dell'ordine sono spuntate. E il parco, questo piccolo polmone nel cuore di Roma, con la sua area per bambini e il circolo anziani, le fontane e le antichità romane, continua ad essere il rifugio di chi un tetto non ce l'ha.
"Colle Oppio parco dell'archeologia Così si può salvarlo dall'eterno degrado"
Il riassunto è il seguente:
Un comitato è stato costituito per affrontare la sicurezza nel parco di Colle Oppio a Roma. La questura anticipa che seguirà un tavolo tecnico per decidere le misure da adottare per migliorare la sicurezza. Il parco, che si trova vicino al Colosseo, è stato oggetto di critiche per la mancanza di manutenzione e decoro. I cancelli del parco vengono chiusi di notte, ma le persone che si ritirano nel parco dopo le 21 non vengono più arrestate. Il comitato e la questura stanno lavorando insieme per risolvere il problema. Il parco è anche un luogo di rifugio per le persone senza tetto.
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