Cambiate le imputazioni, ipotizzata l'esportazione illecita di libri Una perizia prova a fare chiarezza sui volumi rubati e poi ritrovati napoli Nel processo per il sacco della biblioteca dei Girolamini la Procura contesta un nuovo reato a Marino Massimo De Caro, l'ex direttore già condannato per peculato, e ad altre quattro persone: quello di esportazione illegale di beni di interesse storico, artistico e bibliografico. Riformulati i capi di imputazione sulla base di una perizia redatta da Guglielmo D'Angelo, che sarà depositata il 26 ottobre nel corso della prossima udienza. Il pm Michele Fini, titolare dell'inchiesta assieme alle colleghe Antonella Serio e Ilaria Sasso del Verme con il coordinamento dell'aggiunto Vincenzo Piscitelli, ieri mattina in aula ha anticipato le conclusioni della perizia. È stato fatto, ha spiegato, un inventario più accurato dei volumi ritrovati nel corso delle indagini e di quelli ancora custoditi nella biblioteca; alcuni titoli sono stati espunti, altri inseriti. La contestazione suppletiva riguarda in particolare i libri ritrovati in Germania appena prima che fossero messi all'asta da Zisska Schauer e successivamente tornati in Italia. Oltre che De Caro riguarda padre Sandro De Caro, ex conservatore del Monumento dei Girolamini, e i loro coimputati Alejandro Cabello, Mirko Camuri e Luca Cableri. Il pm ha anche disposto l'acquisizione del decreto di sequestro e del verbale di consegna di «due preziosi manoscritti di Guilelmus de Salicetus»: Pratica seu summa conservationis sanitatis ac curationis corporis e De chirurgia . Il processo, che si sta celebrando davanti alla I sezione del Tribunale, collegio C, si conferma complesso. Tra i reati ipotizzati c'è l'associazione a delinquere, mentre si è concluso con pesanti condanne quello abbreviato per il peculato. Un anno fa l'allora presidente, Nicola Russo, abbandonò il dibattimento perché nel frattempo era stato chiamato a dirigere la scuola di formazione della magistratura. Di conseguenza è stato necessario riascoltare alcuni testi, mentre per altri gli avvocati hanno dato il consenso all'acquisizione delle deposizioni già agli atti. Ma, a tutt'oggi, nonostante un processo concluso e uno in fase avanzata, non si sa con certezza quanti libri siano stati prelevati dalla biblioteca e dove siano finiti. Nell'inchiesta è coinvolto anche l'ex senatore di Forza Italia Marcello Dell'Utri, per il quale nelle scorse settimane i pm hanno chiesto il rinvio a giudizio. Dell'Utri, secondo l'accusa, ha ricevuto da De Caro 14 libri, tutti restituiti a eccezione di una rara copia dell'Utopia di Tommaso Moro: l'ex senatore sostiene che non si trovi più. Secondo la Procura, De Caro era stato nominato direttore della biblioteca proprio per prelevarne i volumi più pregiati da consegnare all'amico politico. La posizione di Dell'Utri in un primo momento era stata stralciata. Successivamente i magistrati avevano chiesto e ottenuto dal Senato l'autorizzazione a utilizzare le intercettazioni telefoniche.