LA STORIA IN ATTESA DEL ROMANZO DI WU MING 1 SUI 25 ANNI DI BATTAGLIE CONTRO L'ALTA VELOCITÀ, I WRITERS DECORANO LE VOLTE DEL FORO DI CHIOMONTE Oggi, se battaglia c'è, si gioca sul piano dell'arte, anche se i pittori che hanno partecipato all'esordio della Tunnel art, nella galleria di Chiomonte, sembrano più interessati al dialogo che alle polemiche. Da un lato l'arte che entra nella galleria, con l'esposizione di tre artisti, e, dall'altro, scalda i motori anche il fronte "letterario" della protesta, con l'arrivo in libreria, il 31 ottobre, di "Un viaggio che non promettiamo breve" di Wu Ming 1, pseudonimo di Roberto Bui, membro del collettivo anonimo famoso per il romanzo "Q" del 1999. Seicentocinquanta pagine, edite da Einaudi, per raccontare 25 anni di lotta No Tav. «Chi protesta avrà le sue ragioni, ma io spero che la mia arte sia occasione di dialogo», auspica dalle profondità della terra Ludo, parigino e autore del murales che raffigura il «bello e brutto del progresso, perché non sai cosa ti aspetta ma devi andare avanti». Con lui, anche Simone Fugazzotto e Laurina Paperina hanno accettato l'invito di Luca Beatrice, presidente del Circolo dei lettori di Torino, di dipingere la nicchia interna alla galleria, al chilometro 2,8, a 15 minuti di trenino dall'ingresso. «Questo è un posto pazzesco racconta Fugazzotto reduce da un lavoro in Cina è stata un'esperienza unica e devastante». La sua opera, un cruciverba di parole, comprese "no tav", "polemica", che sovrasta una scimmia il suo modo di raffigurare l'uomo nascosta sotto l'ombrello. «È il sottosuolo interiore racconta dove si resta soli, nonostante il bombardamento dei social network ». Nessuna esaltazione dell'opera in sé, premette Fugarozzo «anche se la follia umana è capace di fare cose stra-ordinarie, come un tunnel duemila metri sotto la montagna». E a chi protesta e ancora ieri chiedeva conto del Museo archeologico di Chiomonte chiuso per far spazio alla caserma manda un messaggio: «Ho ricevuto centinaia di mail in questi giorni, ma ho parlato con la gente di Chiomonte e serve lungimiranza: magari chi trent'anni fa protestava per l'autostrada del Frejus, ora vorrebbe la quarta corsia». La mostra nel tunnel «è solo il primo passo di un progetto artistico più ampio», promette il direttore generale di Telt Mario Virano che per il primo step ha speso 20 mila euro. Si può visitare gratuitamente tutti i giovedì pomeriggio con prenotazione. L'auspicio di Beatrice è che vengano in molti e che altri artisti accettino la sfida anche fisica di «questa esperienza potente», dice prima di controllare su Twitter se dal fronte opposto arrivano invettive. La fa breve: «I No Tav non li capisco, è come essere contro il semaforo rosso». Intanto l'opera procede. Mancano meno di 700 metri alla fine del cunicolo (4 o 5 mesi di lavoro), mentre in Francia Telt ha pubblicato un bando da 110 milioni per la progettazione del tunnel di base. In Italia avverrà all'inizio del 2017, quando sarà conclusa la variante per spostare il cantiere dalla piana di Susa difficile da difendere alla Maddalena. Con annessi espropri di terreni.