IL 5 settembre del 2015, oltre un anno fa, in una affollata conferenza stampa organizzata a Palazzo San Giacomo il sindaco Luigi de Magistris e l'assessore all'Urbanistica Carmine Piscopo presentarono i progetti del «nuovo lungomare liberato». I lavori di riqualificazione, almeno di via Partenope, sarebbero dovuti partire nella primavera di quest'anno e poi il Comune li spostò a fine estate. Siamo in ottobre inoltrato, ma il piano è fermo. Colpa, dicono a Palazzo San Giacomo della Regione che, nonostante un impegno preciso, non ha ancora liberato i fondi necessari. Si parla di circa 30 milioni che serviranno per la trasformazione di 4 chilometri di costa. Due i lotti: il primo riguarda via Partenope (1,3 chilometri) per il quale c'è già l'ok della soprintendenza. Il secondo via Caracciolo, da piazza Vittoria a largo Sermoneta, per il quale Il Comune vuole lanciare un concorso internazionale di idee. Ammette i ritardi l'assessore all'Urbanistica Piscopo che, però, dosa bene le parole per quanta riguarda la Regione. Il motivo è semplice: questa o la prossima settimana si siglerà con il governo il "patto per Napoli". L'intesa libererà circa 300 milioni che, però, per arrivare in città dovranno necessariamente passare dalla Regione. Ma, al di là della diplomazia, dettata dal momento particolare, è chiaro che il sindaco non ha gradito i ritardi dell'avvio di un progetto sul quale ha messo la faccia e che ha avuto un ruolo importante nelle sue vittorie elettorali. «Per quanto riguarda via Partenope spiega Piscopo - abbiamo il progetto definitivo approvato dalla soprintendenza dopo un lungo iter. Per via Caracciolo, invece, la nostra intenzione è procedere con un concorso internazionale. Per via Partenope siamo pronti e c'è un impegno preciso da parte della Regione e personalmente del presidente De Luca con de Magistris». Insomma, parole, annunci, strette di mano ma il progetto presentato oltre un anno fa dal Comune è fermo. «Stiamo aspettando la Regione - conclude Piscopo - così come per l'impegno di spesa dei fondi Unesco». Il progetto approvato nel 2015 è stato elaborato da un gruppo di lavoro tecnico formato dai rappresentanti del Comune e della Soprintendenza, così come era stato deciso dal protocollo d'intesa del 19 marzo 2014. Per via Partenope è previsto un vero e proprio intervento di recupero storico dell'antica immagine con il ritorno alla pavimentazione in pietra lavica, «al posto di quella in asfalto voluta dal regime fascista nel 1938 in occasione della visita di Hitler». Di più sono previsti l'ampliamento del marciapiede per aumentare lo spazio pubblico per la sosta dei pedoni, regolamentando quello destinato alle occupazioni da parte di bar e ristoranti; la realizzazione di due corsie veicolari, per garantire il transito dei mezzi di soccorso e di quelli autorizzati; la realizzazione di uno spazio da destinare all'uso ciclabile, aree pubbliche di sosta per i pedoni e aree da destinare all'occupazione da parte di bar, ristoranti e alberghi. Nel progetto si parla anche di un nuovo sistema fognario e di nuova illuminazione. Il valore complessivo dell'intervento in via Partenope è di circa 12 milioni. Il comunicato diramato lo scorso anno dal Comune si concludeva così: « I lavori prenderanno il via per l'inizio della primavera del 2016 e si concluderanno in sei mesi». Siamo ad ottobre e ancora nulla.