VERONA. Pd al contrattacco sull'Arsenale. Cannoni puntati, stavolta, contro il via libera alla fattibilità del progetto di Italiana Costruzioni, che ha proposto un impegnativo recupero in più tranche con un project financing, ma anche contro l'aumento da 12 a 14 milioni del finanziamento pubblico, notizia data ieri dal nostro giornale. Michele Bertucco spiega infatti che «l'approvazione della fattibilità tecnica è l'ennesima bagatella con cui la giunta Tosi cerca di tirare avanti, come accade anche per filobus e traforo». Secondo il capogruppo dem «le nuove destinazioni d'uso individuate richiedono varianti urbanistiche, che dovranno essere approvate dal consiglio comunale, a cui nessuno sta pensando. Quanto all'aumento del contributo da 12 a 14 milioni aggiunge - richiede una variazione di bilancio di cui, bene che vada, si riparlerà con l'anno nuovo, in piena campagna elettorale. Al di là delle miserie di questa politica conclude Bertucco - l'unica vera questione riguarda, per l'ennesima volta, il mancato coinvolgimento dei cittadini in luogo dei quali spicca, in qualità di assiduo frequentatore delle riunioni sull'Arsenale, il commercialista Attilio Fanini, finanziatore del sindaco e nel mirino dell'antimafia in una indagine a Mantova». La consigliera comunale Elisa La Paglia afferma da parte sua che «l'amministrazione sta andando avanti da sola senza ascoltare nessuno mentre in città ci sono associazioni come il Fai che raccolgono le firme per far rientrare nel progetto anche la nuova sede unificata del Museo di Scienze Naturali, una richiesta che salverebbe il museo dallo spezzatino occupando solo un terzo degli spazi Arsenale e lasciando i restanti due terzi alle altre destinazioni. Se le intenzioni del sindaco sono serie conclude La Paglia - si ragioni urgentemente su questa soluzioni predisponendo un tavolo tecnico oppure discutendone in commissione consiliare».