PREZIOSI arredi e testi ebraici salvati dall'alluvione di Firenze del 1966 e restaurati saranno esposti il 23 ottobre nel complesso della sinagoga. L'iniziativa sarà l'occasione per ricordare uno dei protagonisti di quel salvataggio, Luciano Camerino, che riceverà l'omaggio del presidente della comunità ebraica fiorentina, Dario Bedarida. Sopravvissuto alla deportazione dopo il rastrellamento del 16 ottobre 1943 a Roma e al campo di sterminio, Camerino fu raggiunto dalla notizia dell'alluvione mentre si trovava nella Capitale dove la comunità ebraica romana organizzò squadre di soccorso. Camerino ne faceva parte e raggiunse Firenze con uno dei camion di aiuti per gli alluvionati. Uno degli scopi della missione era salvare gli oggetti e gli arredi sacri per gli ebrei, travolti da acqua e fango nella sinagoga di via Farini: i libri della Torah, i Sefer Torah, tutti oggetti dal valore religioso inestimabile. Alla vista di quella devastazione ebbe un ictus che lo uccise il giorno dopo. Nel corso delle operazioni di quei giorni furono recuperati e portati a Roma circa 800 reperti tra volumi, registri e paramenti sacri. Molti anni dopo Renzo Funaro, vicepresidente delle fondazione beni culturali ebraici in Italia, si rese conto del valore inestimabile di quel materiale e per riportare alla luce quel patrimonio universale contattò le suore benedettine del Monastero di Santa Maria a Rosano, che restaurarono i testi.
FIRENZE - Restaurati arredi e testi ebraici
Il 23 ottobre, nel complesso della sinagoga, verranno esposti preziosi arredi e testi ebraici salvati dall'alluvione di Firenze del 1966 e restaurati. L'iniziativa ricorderà Luciano Camerino, uno dei protagonisti del salvataggio, che riceverà un omaggio dal presidente della comunità ebraica fiorentina. Camerino sopravvisse alla deportazione dopo il rastrellamento del 1943 e fu raggiunto dalla notizia dell'alluvione mentre si trovava a Roma. Partecipò alla missione di soccorso e salvò gli oggetti e gli arredi sacri per gli ebrei. Dopo la morte di Camerino, circa 800 reperti furono recuperati e portati a Roma.
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