PER illuminare le balconate ci saranno mille luci puntiformi, a ricreare l'effetto cielo stellato. Lo spirito "grezzo" e industriale del cemento armato a vista dovrà sposare le decorazioni liberty e la cupola affrescata. Via i muri mattonati che dividono torre scenica e foyer, il teatro diventa uno spazio unico e interamente percorribile. Parte la sfida del recupero del teatro Margherita: 480 giorni per trasformare l'originale struttura sul mare nella piazza del contemporaneo. Non più solo cinema o teatro, ma luogo di innovazione e sperimentazione. Taglio del nastro del cantiere affidato alla Regione Puglia, che ha finanziato l'intervento con 5 milioni di euro, e al ministero per i Beni culturali che ha contribuito con 75mila euro. A firmare l'accordo di programma anche Comune di Bari e Sovrintendenza. Ad aggiudicarsi i lavori l'impresa Rossi di Turi, con la progettazione esecutiva dello studio Abdr. Il conto alla rovescia è partito e non consente rallentamenti: entro dicembre 2018, infatti, occorrerà rendicontare alla Regione la spesa di 10 milioni di euro, comprensiva della rifunzionalizzazione dell'ex Mercato del pesce, che insieme al Margherita e alla sala Murat diventerà il nuovo Polo del contemporaneo. «Il teatro sarà pronto entro maggio 2018 e per inizi 2017 libereremo l'ex Mercato dagli uffici comunali assicura il sindaco Decaro nel frattempo stiamo rinegoziando le condizioni della permuta di questi due contenitori con il Demanio, visto che li stiamo valorizzando». Non un restauro filologico, quello del Margherita. «L'obiettivo è creare spazi pensati per essere attraversabili dal pubblico, magari per una pausa caffè, per una mostra o uno spettacolo», spiega Eugenia Vantaggiato, segretaria regionale Mibact Puglia. Le novità si concentrano sulla torre scenica, con l'eliminazione dei muri che la dividono dal foyer. «Superiamo la tradizionale divisione tra palco e spettatori anticipa Michele Beccu, progettista Abdr per creare un unico spazio orizzontale, interamente percorribile». Due i ballatoi metallici per collegare le balconate e un nuovo accesso creato proprio all'ingresso della torre. Niente stucchi ma strutture di cemento a vista, coperte da particolari pigmentazioni e materiale fonoassorbente. Con uno sguardo alla storia, invece, il recupero del foyer. «Che diventa la piazza sulla città aggiunge Beccu in cui saranno restaurati gli affreschi della cupola e rimessi a posto gli elementi decorativi». Torna alle origini anche l'assetto esterno del Margherita: un'unica grande balconata lignea, accessibile ai disabili, per ricordare l'antica pedana che collegava il teatro su palafitta alla città. «Intanto stiamo lavorando per ricordare a Bari, magari nel castello svevo, due grandi figure della nostra terra, Marilena Bonomo e Francesco Baldassarre», è l'annuncio di Decaro.