I principali studiosi ed esperti dell'opera di Francis Bacon non sono convinti dell'autenticità dei disegni della collezione di Cristiano Lovatelli Ravarino. A mettere in fila i più importanti elementi di questa contestazione è Martin Harrison, curatore del catalogo ragionato sull'artista che è stato recentemente pubblicato a Londra (15 chili, 1.500 pagine, prezzo superiore alle 1.000 sterline) per la Francis Bacon Foundation, unica riconosciuta legalmente. Nel catalogo non si fa menzione del patrimonio bolognese. «Si tratta di versioni superficiali di temi associati a Bacon compresi quelli, come i Papi, che aveva abbandonato prima del 1977 nei suoi oli su tela - afferma Harrison -. Somigliano a parodie bambinesche dello stile di Bacon, in lividi colori Post-Pop. Perché avrebbe voluto realizzare parodie delle proprie opere? Lovatelli Ravarino è supportato da un gruppo in cui non ci sono storici dell'arte, e che non ha mai persuaso alcuna delle maggiori case d'asta di inserire queste "opere". I pochi disegni della collezione sottoposti alla Francis Bacon Autentication Committee sono stati rifiutati e non c'è alcuna menzione di Lovatelli Ravarino negli archivi di Londra o Dublino». E aggiunge: «Benché Bacon fosse uno dei più fotografati artisti del mondo, nessuno sembra aver mai avuto una macchina fotografica quando si trovava in sua compagnia». La diatriba fra studiosi è iniziata con la prima mostra nel 2009 e ha avuto una sentenza nel 2012 quando il tribunale di Cambrige affermò: «Sei di quei disegni sono contraffatti». Ha espresso i suoi dubbi anche Marco Tonelli, studioso di Bacon e docente all'accademia di Belle Arti di Frosinone: «Non sono accostabili alla poetica di Bacon, l'attribuzione è discutibile», rispondeva al nostro giornale lo scorso novembre; stessa posizione dei più autorevoli studiosi di Bacon Michel Peppiat, Hugh Davies, David Sylvester e gli esponenti del comitato scientifico del Bacon Estate. «Tate Gallery e Beyeler già tra 2003 e 2004 per varie ragioni non si sono resi disponibili a fare commenti in merito all'autenticità dei disegni di Lovatelli Ravarino», continuava Tonelli.