La proposta: un regolamento dei beni comuni. Fitodepurazione per i terreni inquinati MESTRE. Il coro della scuola Grimani, gli orti della vivace comunità multietnica della Cita, le lezioni di musica e parkour all'ex scuola Edison, i centri estivi al parco Emmer e il buco nero dei terreni da bonificare a Marghera sud. Ieri più di cento persone tra famiglie, pensionati, e allievi delle scuole di Marghera hanno attraversato da nord a sud la municipalità nel percorso «Sulla via del riuso» promosso dagli architetti di G124, il progetto di Renzo Piano, pensato per «rammendare le periferie» d'Italia. «Abbiamo avuto il mandato di "raccogliere perle" e qui a Marghera ne abbiamo trovate davvero tante», ha spiegato ieri Raul Pantaleo di Tamassociati e tutor di G124. Il gruppo di lavoro di Piano ha cercato le realtà vivaci e attive nel territorio subito incrociando l'esperienza dell'ex scuola Edison in via Oroboni. «È un esempio di riuso da parte della cittadinanza e da lì vogliamo partire per presentare al Comune l'idea di redarre un "Regolamento dei beni comuni"», ha detto Pantaleo. In 140 Comuni italiani è stato adottato un insieme di norme per favorire il riutilizzo di beni pubblici da parte di associazioni e gruppi locali. «L'ex Edison è un magnete, attrae una nuova forma di cittadinanza attiva, fatta per lo più di genitori che dal disagio si impegnano per garantire un futuro ai figli ha continuato faremo per questo un progetto economico che tenga insieme i bisogni di intervento e le possibilità di creare lavoro grazie a quest'esperienza». G124 è convinto che nell'ex scuola possano nascere una decina di posti di lavoro. Ieri ad ogni tappa del lungo percorso «Sulla via del riuso», un allievo di quinta elementare della Grimani ne ha raccontato la storia e si sono presentate le associazioni del quartiere. Alla Cita, ad esempio, ha preso parola Andrea, sudamericana di Marghera: «Nel 2014 è nato l'orto come idea di spazio per creare comunità ha raccontato la Cita è spesso stigmatizzata come quartiere difficile, con un terzo di residenti stranieri, abbiamo realizzato questo orto per creare empatia tra di noi, le attività sono una scusa per avere relazioni di vicinato». Lo stesso vale per l'esperienza all'ex Edison e a parco Emmer, dove sono stati gli abitanti della zona ad attivarsi per renderlo vivo e vivibile dalle famiglie. A Marghera sud, dietro gli orti per gli anziani, ci sono i terreni da bonificare e l'idea di G124 è di sperimentare la fitodepurazione, gestibile dai residenti. Lungo la passeggiata sono state piantate bandierine e nei luoghi simbolo del riuso totem che ne narrano la storia.