Un'opera «su misura» per il piedistallo che un tempo fu del Bigio. Provvisoria, ma che ha già avuto il via libera della Soprintendenza. Così Paladino si prepara a rimpiazzare la scultura di Dazzi. Il Paladino dei rimpiazzi: al «maschio fascista» hanno tolto il piedistallo sotto i piedi, al suo posto arriverà un sostituto part-time. Alto sei metri, modello Transavanguardia, firmato Mimmo Paladino: «Sto lavorando a una scultura che ricordi il Bigio come presenza». Nel suo studio pieno di cavalli, barattoli di vernice e posacenere è appena entrato il gallerista Massimo Minini, presidente di Brescia Musei: «Ci siamo incontrati la scorsa settimana» fa sapere l'artista. Gli ha chiesto di rimpiazzare l'uomo-immagine in marmo di Carrara, detenuto nel sarcofafo-capsula di via Rose dopo un check up clinico e il restauro, con un'opera contemporanea. Nessun altro dettaglio. «Stiamo ancora elaborando il progetto» taglia corto Paladino. L'idea sta in piedi: una scultura contemporanea sul piedistallo da cui è stato rimosso il Bigio. Minini aveva detto al Corriere il 28 luglio: «Piazza Vittoria è stata perdonata, la statua di Dazzi no: la città dovrebbe riabituarcisi, ma ci vorranno anni. Intanto, il piedistallo vuoto non è granché: cerchiamo sostituti». L'autorizzazione a procedere è arrivata dalla Soprintendenza e il sindaco Emilio Del Bono non ha obiettato una sola riga del progetto. Sarebbe un sostituto part time: sei mesi, un anno al massimo. Poi la Loggia ne troverebbe un altro. L'idea riprende, con qualche ritocco, quella di Trafalgar Square, a Londra: sul quarto plinto, decapitato e orfano di statue di generali, re o sir, hanno messo bottiglie giganti, galli blu, persone su un cavallo a dondolo e altre sculture contemporanee. I preventivi dell'operazione arriverebbero a 50 mila euro. Non sarà un cavallo di Troia a entrare in piazza Vittoria (Paladino ha un'intera scuderia scolpita nel suo curriculum, un esempio a caso: il cavallo blu donato al Vittoriale nel 2010). All'inizio, Minini aveva pensato a un lavoro già fatto dall'artista, ma l'idea è stata abbandonata: è troppo piccola, ne faranno uno pensato per il piedistallo. Direttori di Musei della Shoah che si vergognavano, l'Anpi furiosa, il Guardian che pubblicava una foto del Bigio accanto a quella di Di Canio e lo definiva «berlusconiano»: quando ha iniziato a girare l'idea di rimettere la statua di Dazzi in piazza Vittoria, oltre ai sostenitori che vendevano copie a immagine e somiglianza della statua sono arrivati commenti al cianuro da destra e sinistra. E un «no, thanks»: David Gormley, scultore britannico a cui avevano prenotato un biglietto per un sopralluogo in città due anni fa, ha risposto picche. Paladino, invece, ci sta. Ma c'è un colpo di teatro (romano) nel progetto di Brescia Musei: all'artista campano hanno riservato un posto anche nel parco archeologico (vorrebbero mettere una sua opera nella platea del teatro). Brescia Musei potrebbe saccheggiare il suo studio e trovare una scultura pret-à-porter a Brescia. «Al momento fa sapere Paladino è ancora tutto in fase progettuale: stiamo individuando opere già pronte da mettere in un posto o nell'altro, tra il teatro romano e il Castello. Ma potrei creare anche qualcosa di nuovo».
Brescia. Opera di Paladino al posto del Bigio in piazza Vittoria
Un'opera di scultura su misura per il piedistallo della statua di Dazzi è stata accettata dalla Soprintendenza e il sindaco di Brescia ha confermato l'approvazione. L'opera sarà realizzata da Mimmo Paladino e sarà un sostituto part-time per sei mesi. Il progetto è stato ideato dal gallerista Massimo Minini, che ha chiesto a Paladino di rimpiazzare la statua di Dazzi con una scultura contemporanea. Il piedistallo vuoto non è granché e cerchiamo sostituti, ha detto Minini. Il progetto è stato accettato anche dalla Soprintendenza e Paladino ha già iniziato a lavorare sul progetto.
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