"SONO appena sbarcato a Ciampino. Cos'è successo?": Massimiliano Fuksas è reduce da Vilnius dove ha presentato il suo progettoperun centro congressi che sorgerà nella capitale della Lituania. Si informa sulla polemica tra Francesco Rutelli e Walter Veltroni e poi l'architetto dice la sua: «II sottopasso di Villa Pamphili è un'opera geniale perché rimette insieme un parco immenso massacrato nel 1960. Stiamo parlando del polmone verde che serve tutto il settore sud ovest della città». E sull'alternativa suggerita dal presidente della Margherita, il ricongiungimento del Circo Massimo con il Palatino? «Ma su quello - risponde Fuksas - sono, siamo già tutti d'accordo. Per farlo basta chiudere una strada, ed è un'operazione importantissima che costa pochissimo: basta mettere un cartello con la scritta divieto di transito. Lo sanno tutti, lo sail sindaco e lo so persino io che non conto nulla». Però l'ex sindaco che ha definito il sottopasso di villa Pamphili come una «priorità di seconda fascia». «Quella delle priorità è un'idea che per anni ha bloccato moltissime cose. Quando ero un giovane architetto e proponevo opere importanti come musei o centro sportivi, c'era sempre un consigliere comunale che si alzava e diceva che le priorità erano al tre. Espesso si trattavadifo-gne. Bisogna fare opere che migliorino sensibilmente la città». Rutelli ha dichiarato che ottanta milioni di euro per il sottopasso sono davvero tanti: Fuksas che ne pensa? «Forse l'ex sindaco si è lasciato prendere dalla foga del discorso. Credo che se i finanziamenti per il sottopasso ci sono, bisogna andare avanti e realizzare quanto già previsto. Come il sottopasso o come la Nuvola all'Eur. Non basta programmare grandi opere, ma anche realizzarle. Il ricongiungimento di Villa Pamphili è davvero un'opera geniale: semplice da pensare, difficile da realizzare ma straordinaria nel suo complesso. È anche un'opera giusta nel senso profondo del termine: quel parco è stato smembrato. Quel sottopasso è come se una persona fosse tagliata in due all'altezza del tronco e si potesse rimetterla insieme: Veltroni fa benissimo a volerlo realizzare». ------------------------------------------------------------ Andrea Carandini: "È il più grande monumento romano" NON so dire quale opera sia più importante, ma di una cosa sono certo: il Circo Massimo oggi è una mostruosa e orrenda marrana».Andrea Carandini, docente di Archeologia e Storia Greca e Romana all'università La Sapienza, conosce bene quella zona, e ha le idee molto chiare sull'argomento Circo Massimo e dintorni. Per sanare quella che lei definisce mostruosa e orrenda marrana è sufficiente riunirla al Palatino? «No. Per la riunificazione basta poco, ma è necessario fare di più: bisogna recuperare tutta l'area, restaurare l'emiciclo finale dove si è già scavato e al limite di questa zona scavare una grande sezione in profondità per conoscere la vera storia di quel monumento ancora completamente ignoto. Potremmo scoprire com'è nato, come si è sviluppato e altri elementi di grande importanza». E dopo questa campagna di studi? «A quel punto potremmo ricongiungerlo al Palatino e trasformare tutto il resto, scavo a parte, in un grande giardino. Penso all'esempio di piazza di Siena: una grande distesa di verde, con piante, che sarebbe frequentatissima dalle famiglie. E anche quell'edificio che guarda al lungotevere andrebbe annesso all'operazione, magari realizzandovi un importante polo museale: ai piedi dell'edificio giacciono i Carceres del Circo Massimo, che ospitavano i cavalli prima della corsa ». Per questa grande operazione basterebbero gli ottanta milioni di euro che Rutelli non vorrebbe spesi nel sottopasso di Villa Pamphili? «Non so se quella somma sia sufficiente, ma basterebbe per cominciare il lavoro. Esiste uno studio molto approfondito del soprintendente Eugenio la Rocca che ne parla e che ho potuto consultare, e comunque è ora di smettere di trattare e di utilizzare il Circo Massimo in maniera barbara e bassa, come fosse un piazzale solo adatto a manifestazioni di massa. Quel monumento oggi è una landa dimenticata e abbandonata: occorre rivedere tutto. E vorrei aggiungere una cosa: in questa città manca un luogo dove le persone competenti possano discutere delle scelte importanti. Le cose si discutono nelle segrete stanze e si vengono a sapere solo a decisioni già prese. Anche questo non va bene».