IL GIORNO dopo, si sentono di buon mattino, si dicono di ottimo umore: «Non riuscirete a farmi litigare con Veltroni» scherza Rutelli con i giornalisti, «con lui vado d'accordissimo e sostengo in pieno l'amministrazione di Roma. Ci siamo parlati e insieme abbiamo riso su quanto basti poco a far scoppiare una polemica». Poche ore dopo, il guanto della pace dall'altro versante: «Rutelli e io andiamo d'accordo, siamo sempre andati d'accordo e continueremo a farlo», così Veltroni. Chiusa la partita, dunque?No, qualche strascico è rimasto. Un piccolo colpo di scena. Il progetto della giunta Veltroni criticato da Rutelli, quell'interramento della via Olimpica per ricucire i due versanti di Villa Pamphilideclassato dall'ex sindaco come non prioritario perché troppo costoso a fronte di altri progetti più importanti ad esempio la riunificazione tra Circo Massimo e Palatinoin verità era stato elaborato e illustrato ai romani proprio dallo stesso Rutelli, nei primi anni del suo mandato. Era il 27 dicembre del 1996. Così recita un'agenzia Ansa: «Entro il Giubileo il parco di Villa Pamphili tornerà ad essere unito e gli edifici saranno tutti restaurati». Ancora, conlestessepa-role di Rutelli: «Si tratta di risarcire dopo 40 anni la ferita provocata dalle Olimpiadi del '60». L'interramento della via Olimpica, allora, faceva parte dei progetti irrinunciabili che Roma avrebbe dovuto realizzare se si fosse aggiudicata i giochi olimpici del 2004, per i quali Rutelli volle concorrere e che invece planarono su Atene. Fu anche un omaggio a un grande ambientalista, Antonio Cederna, che della ricucitura di Villa Pamphili aveva fatto una campagna di alto valore storico e paesaggistico, e che ottenne dall'allora sindaco l'impegno preciso contro «l'orrenda ferita». Non arrivò l'Olimpiade, ma si profilò il Giubileo e quelle stesse grandi opere pubbliche previste per la Roma dei Giochi, divennero progetti-chiave anche per l'Anno Santo. Sì, certo, anche Villa Pamphili riunita. Ma poi il piano sfumò anche dalle opere giubilari, perché i tempi erano stretti, c'erano presenze archeologiche all'altezza Aurelia antica. Ci si concentrò più sul sottopassino di Castel Sant'Angelo. «Sì, scegliemmo di accantonare Villa Pamphili, anche se tutti noi eravamo convinti del grande valore del piano» ricorda oggi Esterino Montino, senatore e segretario romano dei Ds, ma anche ex assessore della giunta Rutelli. Poi, rivolto al suo ex sindaco: «Mi meraviglia che Francesco, sempre così coerente, dopo nove anni abbia cambiato idea». Allora c'era anche Silvio Di Francia, coordinatore della maggioranza del Campidoglio: «Sì, quella riunificazione era una storica istanza del mondo ambientalista. Cederna accettò la candidatura alle Olimpiadi con tutta la mole di grandi opere pubbliche purché la "sua" Villa fosse sanata. Però, non vedo nessuna polemica tra Veltroni e Rutelli». E Mario Di Carlo, giàamministrato-re nelle due giunte e ora consigliere regionale della Margherita: «Veltroni non è un clone di Rutelli, e viceversa. Va bene così. In nome dell'unitànonbisognacancel-lare le diversità, altrimenti si stain una specie di caserma». E il centro-destra? Balza sulla «singolare spaccatura tra Rutelli e Veltroni», come dice Beatrice Lorenzin, coordinatrice di Fi; «La sinistra è divisa su tutto» taglia corto Marchi (An). Ma, ancora Di Francia: «Capisco che al centrodestra piacerebbe molto vederci litigare, ma non è così».
La polemica sul tunnel contestato. Sarà riunita Villa Pamphili?
Il 27 dicembre 1996, il progetto di riunificazione della Villa Pamphili a Roma, progettato da Rutelli, veniva criticato da Veltroni, che lo considerava non prioritario a fronte di altri progetti più importanti. Tuttavia, Rutelli aveva già elaborato e illustrato il progetto ai romani nel 1996, e aveva anche ottenuto l'impegno dell'allora sindaco per la sua realizzazione. Il progetto era stato anche sostenuto da un grande ambientalista, Antonio Cederna, che aveva fatto una campagna di alto valore storico e paesaggistico. Tuttavia, il piano per la riunificazione della Villa Pamphili venne abbandonato, e il centro-destra ha cercato di sfruttare la spaccatura tra Rutelli e Veltroni.
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