In posizione strategica, a controllo della media valle del Serchio, la rocca di Trassilico occupa la porzione più elevata del paese. Il borgo che la circonda, percorso da strette strade confluenti in direzione della fortificazione, dichiara, con la ricchezza dei palazzi e degli edifici religiosi, limportanza del sito durante la dominazione Estense, nel 1430 Trassilico fu infatti posto a capo della vicaria omonima, avamposto meridionale del ducato, e sede di podesteria. L'importanza della rocca era accentuata dal fatto di poter da qui agevolmente controllare un vasto territorio. GALLICANO Uno sfregio in piena regola, anche se forse fatto con intenti benevoli. Sta di fatto che, da qualche settimana, la storica e splendida rocca di Trassilico, esempio di architettura estense, è stata letteralmente sfregiata: tutto il perimetro del muraglione della fortezza è stato corredato di squadrette collegate con un filo di ferro plastificato. Ad accorgersi dell'intervento su un monumento storico e vincolato dalla Soprintendenza, è stato Domenico Bertuccelli, famoso in tutta la provincia e anche oltre con lo pseudonimo di Gavorchio. Immediatamente, la segnalazione ha fatto il giro del web, e naturalmente è partita la caccia al responsabile. La cosa che appare certa dalle prime testimonianze fotografiche e verbali raccolte, è che l'installazione non autorizzata è stata realizzata in occasione in una delle tante feste organizzate durante l'anno in paese, e che probabilmente la recinzione è stata messa per evitare che la gente si sporgesse troppo dal cornicione piuttosto basso. Un lavoro certosino, quindi, ma che di fatto deturpa un gioiello della Garfagnana, una delle tante rocche apuane. In paese, nessuno ha voglia di parlare, quasi infastiditi da questa vicenda, e nessuno pare abbia visto nulla, nonostante non si tratti di un lavoro compiuto in poche ore. Il sindaco David Saisi, in rappresentanza del Comune proprietario dell'immobile, promette di andare fino in fondo: «Non è possibile realizzare un lavoro certosino di questo tipo senza che nessuno sappia nulla - esordisce il primo cittadino -, ed è inconcepibile fissare delle squadrette di ferro in un bene vincolato e soprattutto oggetto di numerosi interventi avvenuti negli ultimi tempi. Se ci si fosse accorti prima o ci avessero chiesto dei permessi, avremmo esortato i responsabili a non compiere questi scempi. Invece, nessuno a distanza di un mese sa nulla». Saisi comunque andrà avanti: «Cercheremo di scoprire chi è stato, e poi bisognerà togliere questa opera abusiva che sfregia tutta la fortificazione. Se non ci penseranno i responsabili, provvederemo noi come amministrazione comunale. La rocca è di tutti». Il tutto, proprio mentre in questi giorni, come ammesso dallo stesso primo cittadino, sono stati stanziati altri fondi per la riqualificazione della Rocca Estense: «Nell'ambito del progetto Ducato Estense, abbiamo avuto la notizia di un ulteriore stanziamento di 400.000 euro destinato a Trassilico elargito dal Ministero dei Beni Culturali, consentendo di sviluppare itinerari ad hoc e dare nuova linfa al turismo locale». Nicola Bellanova