dAL REALISMO sociale alla tecnica divisionista, dalle compenetrazioni iridescenti agli studi sulla percezione della luce, dall'analisi del movimento al futurismo. C'è tutto questo in "Futur-Balla", la mostra che la Fondazione Ferrero dedica dal 29 ottobre al pittore torinese, figura centrale nella scena artistica del tempo e nel raccordo tra l'arte italiana e le avanguardie storiche. Curata da Ester Cohen, realizzata con la collaborazione scientifica della Gam e della Soprintendenza alle Belle Arti del Piemonte, presenta negli spazi della fondazione ad Alba opere da collezioni pubbliche e private italiane e straniere, che ricostruiscono le varie fasi del suo percorso. Da via Magenta dove la mostra è stata raccontata ieri in anteprima, alla presenza della direttrice Carolyn Christov-Bakargiev, delle soprintendenti Luisa Papotti ed Egle Micheletto e del segretario generale della Fondazione Ferrero Edo Milanesio partono alla volta della cittadina del cuneese ventidue "Compenetrazioni iridescenti", parte del corpus di 80 acquerelli su carta acquistati dal museo civico nel 1968, mentre dal 5 novembre si realizzerà alla Gam una Wunderkammer dedicata al legame del pittore con Torino, in cui il pittore, che vi era nato nel 1871, visse fino al 1895, per trasferirsi poi a Roma (dove morì nel 1958). Ad Alba si potranno ammirare capolavori raramente concessi in prestito, come il "Polittico dei viventi" nella sua completezza, dalla Galleria Nazionale d'Arte moderna di Roma e dall'Accademia di San Luca, "La mano del violinista" dalla Estorick Collection di Londra, "Bambina che corre sul balcone" dal Museo del Novecento di Milano, "Dinamismo di un cane al guinzaglio" dalla Albright- Knox Art Gallery di Buffalo, "Volo di rondini" del Moma di New York, "Velocità astratta rumore" in prestito dalla Peggy Guggenheim Collection di Venezia, che sarà accostato a "Velocità astratta. L'auto è passata" della Tate Modern di Londra, mentre dall'Israel Museum of Jerusalem arriverà "Automobile in corsa". Dopo le belle esposizioni dedicate nel 2012 all'alessandrino Carlo Carrà e, nel 2014, al torinese Felice Casorati, la Fondazione presieduta da Maria Franca Ferrero prosegue dunque l'attività dedicata allo sviluppo della cultura e dell'arte del territorio. Nelle diverse sezioni tematiche in cui è divisa la mostra si parte dalla fase del realismo sociale, sfociata nella tecnica divisionista: nelle opere che seguono il primo apprendistato torinese, lo sguardo penetra la realtà dolorosa e crudele delle classi ai bordi della società. Un ampio numero di opere documenterà questo periodo tra fine Ottocento e primi Novecento durante il quale, in parallelo a temi tra sofferenza e alienazione, l'artista svilupperà una particolare sensibilità tecnica, le cui origini affondano nel Divisionismo piemontese. Segue il periodo delle "Compenetrazioni iridescenti", con gli studi sulla percezione della luce. La pennellata ricca di filamenti luminosi, il forte contrasto tra chiari e scuri e la scelta di tagli prospettici estremi rappresenteranno per i futuri aderenti al Manifesto dei Pittori Futuristi firmato nel 1910 da lui e dagli allievi Boccioni e Severini un modello da seguire. Dal realismo dei primi dipinti si approderà alla trasposizione dei principi compositivi nella materia dinamica e astratta delle "Compenetrazioni iridescenti" e alla ricomposizione della nuova realtà in movimento nelle "Linee di velocità", con gli studi sul movimento che si sviluppano dal 1912. In un progressivo avvicinamento ai segni matematici puri verticale, diagonale, spirale il linguaggio di Balla scopre nuove categorie della rappresentazione, in una visione capace di attingere alle massime profondità, ma di sfondare anche i limiti della cornice. Fino al 27 febbraio, 15-19, sabato domenica e festivi 10-19, chiuso martedì. Il 6 novembre e l'11 dicembre visite guidate alle due mostre, in bus da Torino ad Alba e ritorno, 0115211788, www.fondazioneferrero.it.
Fondazione Ferrero dinamismi di luce Il futurismo di Balla irrompe ad Alba
La Fondazione Ferrero di Alba ospita la mostra "Futur-Balla" dedicata al pittore torinese Giacomo Balla, curata da Ester Cohen. La mostra presenta opere da collezioni pubbliche e private italiane e straniere, che ricostruiscono le varie fasi del suo percorso. La mostra è suddivisa in diverse sezioni tematiche, che partono dal realismo sociale e il Divisionismo piemontese, fino alle "Compenetrazioni iridescenti" e gli studi sulla percezione della luce. La mostra include capolavori raramente concessi in prestito, come il "Polittico dei viventi" e "La mano del violinista". La mostra sarà aperta fino al 27 febbraio, con visite guidate disponibili.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo