COME contraddirlo: ma per la cultura romana, sfiancata dall'insipienza dei recenti governanti e vittima negli ultimi dieci anni di una progressiva spoliazione, trionfata nei conti in rosso dell'Auditorium, nello "scippo" autorizzato delle Scuderie del Quirinale e delle sue magnifiche mostre, in un Palazzo delle Esposizioni privo di programmazione, in una gestione- tutela dei beni archeologici casuale, senza novità scientifiche né riordino urbanistico, è arrivato il momento di scelte puramente politiche che non rimandino ogni passo all'alibi degli sponsor, dei mecenati. Il punto, a Roma, non è, e dovrebbe saperlo l'assessore Bergamo, armato di sicura buona volontà, quello di recuperare la creatività, non certo debole né marginale nella Capitale d'Italia, ma piuttosto tornare a una capacità di gestione politica delle risorse economiche, vitali per la gestione di una rete di luoghi da tenere vivi con scelte coraggiose di sostanza, nette ed esplicite, senza trucchi, figurine, "brand".