I NUMERI però non bastano: il recupero dell'ex ospedale San Paolo, struttura storica inaugurata nel 1857, per Savona è molto di più. È una vittoria per i giovani cresciuti attorno a quell'edificio fatiscente che non avevano mai visto in attività (fu chiuso nel 1991 con il trasferimento del nosocomio nel quartiere Valloria), ed è un "ritorno al futuro" per chi l'attività dell'ex San Paolo la ricorda, compreso il via vai sullo scalone monumentale all'ingresso che non solo tornerà a vivere, ma sarà aperto al pubblico come l'antica cappella a cui conduce. Con i suoi marmi, le statue, la luce che filtra dall'alto e illumina la storia che è passata di qui. È, per tutti, la ricomposizione «di una ferita nel cuore della città», come dice la sindaca Ilaria Caprioglio, che ha appena visitato il cantiere: lo ha ereditato dalla scorsa giunta di centrosinistra, sarà lei, di schieramento opposto, a vederne i frutti quando, a inizio 2018, il nuovo San Paolo vedrà la luce. Lo stato dell'arte? «Siamo al rinnovo degli intonaci e alla divisione degli interni», spiega Paolo Di Donato, coordinatore generale del progetto per Parfiri. La società che con Alfa Costruzioni ed Emi, tutte realtà imprenditoriali del territorio, ha dato vita alla San Paolo Spa: nel 2003 la partecipazione alla gara lanciata da Comune e Asl, la vittoria con l'offerta di 500 mila euro e il resto del valore dell'immobile, 7 milioni, sotto forma di opere da restituire ai proprietari: 4 mila metri quadrati di uffici al primo piano, che la Asl occuperà mentre il comune si è rivenduto alla San Paolo per 4 milioni per far quadrare il bilancio del 2011. A fine 2011 l'avvio dei lavori: le complicazioni sono arrivate subito con «il consolidamento delle fondazioni », racconta Di Donato. Perché il gigante è come una palafitta, «costruito su pali di legno, perché il terreno è alluvionale, è l'area della foce del Letimbro». I pali centenari, però, erano troppo deteriorati per resistere: «E allora con la tecnica del jet grouting abbiamo affiancato nuovi sostegni in cemento». Quindi il rinforzo delle murature, rifasciate con intonaco armato che rende l'edificio antisismico. «Il bello dell'operazione è il suo interesse pubblico continua l'architetto Due dei 4 cortili dell'ospedale, abbattuto il muro perimetrale, diventeranno piazze con verde e panchine, lungo corso Italia che diverrà pedonale fino alla fine ». La pedonalizzazione dell'ultimo tratto dell'arteria, però, «non è sicura frena la sindaca Stiamo valutando l'impatto sul traffico». E poi la cappella sconsacrata, nuovo spazio per incontri e concerti. Il piano terra sarà dedicato ai negozi, sopra gli uffici, quindi 63 appartamenti, 44 su due livelli (senza terrazzi perché la Soprintendenza non li avrebbe accettati, ma con stanze trasformate in patio, senza il soffitto, come da idea dell'architetto spagnolo Ricardo Bofill autore del progetto) più gli attici. «Abbiamo venduto il 20 - continua Di Donato Ma ora che i savonesi hanno visto che non è l'ennesima grande opera incompiuta, ma la portiamo fino in fondo nonostante la crisi che ha limato i nostri margini di guadagno, confidiamo che le vendite aumentino».