Oggi e domani Santa Maria della Scala a Siena ospita la seconda edizione di «Remixing Cities». Tra i temi sul tavolo anche il futuro dell'enorme complesso monumentale Il futuro dell'enorme Complesso di Santa Maria della Scala sarà al centro della dua giorni senese di «Remixing Cities» Siena. Si tiene il 7 e l'8 ottobre a Siena l'edizione 2016 di «Remixing Cities n. 2» (la prima edizione fu a Napoli nel 2014), terza tappa dopo Reggio Emilia (23-25 settembre) e Mantova (30 settembre -1 ottobre) del progetto, promosso da Gai-Associazione Circuito Giovani Artisti Italiani, Comune di Reggio Emilia, Comune di Mantova, Comune di Siena, dedicato alla «Rigenerazione creativa», per ridare slancio e idee alla rigenerazione urbana, individuando modelli di interazione tra i centri di produzione culturale indipendenti e le istituzioni pubbliche. Il tema, oggi cruciale, della rivitalizzazione dei territori, considerando il riuso di spazi per la produzione culturale giovanile come primo step di un processo complesso, è affrontato nell'ambito di un calendario di iniziative con mostre, workshop, performance. Una manifestazione che coinvolge partner italiani e internazionali, mobilitando parallelamente policy maker, istituzioni, associazioni, università, creativi, operatori culturali, società civile, imprese e tutti i soggetti che si occupano di queste tematiche sul territorio. Itinerario tra il «mai più» e il «non ancora», dai paesaggi alle periferie, per arrivare al centro storico, il progetto «Remixing cities» estende il significato della «città come bene comune» a un concetto più ampio che lega in un sistema centro storico, periferia e paesaggio. Il tema della rigenerazione urbana implica il riuso di spazi vuoti, coinvolgendo il più possibile la comunità in un percorso di apprendimento condiviso e partecipato, con uno sguardo particolare rivolto alla creatività giovanile e ai centri indipendenti di produzione culturale. Il focus delle giornate senesi è sul come coniugare l'enorme patrimonio artistico, culturale e storico di alcune città italiane con i processi di modernizzazione dei tessuti urbani resi necessari dalle necessità sociali, culturali e urbanistiche del mondo contemporaneo. Quali sono, dunque, le possibilità di rivitalizzare, usando come leve la cultura, le arti e la cooperazione sociale, i luoghi che nel tempo hanno modificato o, in alcuni casi, perduto del tutto le proprie funzioni originali e, con nuove destinazioni, sono stati (o possono essere) riconsegnati alla pubblica fruizione? Un tema peraltro delicato a Siena, città assai fiera della propria identità sociale, storica e urbanistica: quale può essere la chiave per renderla «città contemporanea», come d'altronde è stata la sua vocazione per secoli, senza modificarne l'anima e la struttura urbana? Tale riflessione vede il Complesso monumentale di Santa Maria della Scala al centro, in quanto luogo emblematico per la funzione svolta nei corso di nove secoli, nei confronti della comunità e il cui ruolo sembra oggi invece avere minore impatto sulla vita cittadina. Intento del nuovo direttore Daniele Pitteri è proprio quello di rigenerare Siena partendo dal Santa Maria. Si pensi che il volume complessivo del complesso è di oltre 350mila metri cubi, con una superficie vicina ai 40mila metri quadrati. Di questi, in virtù degli interventi realizzati sulla base del progetto dell'architetto Canali, sono attualmente fruibili al pubblico circa 18mila, mentre i restanti sono ancora da recuperare, per rallentamenti e interruzioni dei lavori dovuti a numerose cause diverse. Negli incontri dei due giorni è stata scelta la metodologia del Boot Camp, mutuato dalle più moderne pratiche urbanistiche, coinvolgendo nel dibattito personalità di grande prestigio del panorama culturale nazionale ed europeo, ciascuna con sguardo e competenze molto diverse, invitate a produrre suggestioni sul futuro dell'intero complesso, nella volontà di farlo divenire, oltre che un luogo espositivo e museale, anche un centro internazionale di produzione artistica e culturale. Gli ambiti di riflessione senese sono tre: un laboratorio finalizzato a produrre ipotesi progettuali e nuove destinazioni d'uso (con urbanisti, architetti, economisti, storici dell'arte di fama nazionale e internazionale) per riflettere sulla trasformazione del Santa Maria della Scala. Un laboratorio rivolto per fare il punto sullo scenario nazionale riguardo la «rigenerazione urbana tra norma e prassi» (con rappresentanti di alcune città, di alcune regioni e dei ministeri anche sotto il profilo legislativo e amministrativo), e infine uno internazionale «So cult Regeneration meeting» centrato sull'esperienza caposaldo dell'Albania con le politiche e i progetti di rigenerazione attivati con driver socioculturali a partire da Atelier Albania. «Remixing Cities n. 2» si svolge in collaborazione con Comune di Ferrara, Comune di Padova, Comune di Ravenna e con Mecenate 90, Fondazione Forum Universale delle Culture 2013, Fondazione E35, Ics-Innovazione Cultura Società, Pantacon impresa sociale per la cultura, Che Fare. Per l'ampio programma di incontri consultare il sito www.remixingcities.it