Un libro edito da Focus Storia racconta i luoghi nascosti dei Musei vaticani. A cominciare dai laboratori in cui marmi, pitture, metalli, mosaici, carta, arazzi che ogni giorno vengono esaminati, risanati e aggiustati Come in un libro di Dan Brown. Entrare nelle stanze segrete dei Musei Vaticani per visitare in esclusiva tre dei sette laboratori che si occupano di mantenere sempre al meglio le opere esposte in quello che effettivamente è il nostro "Louvre" romano. Si scende nei piani inferiori di uno dei musei più frequentati del mondo, come il professor Robert LangdonTom Hanks nel film tratto dal libro "Angeli e demoni", che si svolge in molte scene nei luoghi più sconosciuti del Vaticano, nei 5 km di gallerie, e si scopre l'invisibile. Tutto questo viene riportato in un volume appena uscito "Musei Vaticani, arte, storia, curiosità", edito da Focus Storia, dove per la prima volta si aprono le porte degli straordinari laboratori di restauro svelando al pubblico, che solitamente visita le sale superiori, dalla Pinacoteca alla Cappella Sistina, il loro lavoro unico e prezioso. Dall'antico Egitto al Novecento: la clinica dei tesori in restauro nei sotterranei dei Musei Vaticani Il "dietro le quinte" dei Musei Vaticani, dove passano oltre sei milioni di visitatori l'anno, mostra in che modo uno dei più importanti musei del mondo riesca funzionare in maniera organica e dinamica attraverso la collaborazione ed il confronto fra specialisti di vari settori: storici dell'arte, restauratori, biologi, curatori, ricercatori e chimici professionisti. Nei laboratori, fra solventi, microscopi, setole, pennelli, calce, camici bianchi e lenti di ingrandimento ci si avvicina al lavoro della schiera di restauratori di marmi, pitture, metalli, mosaici, carta, arazzi che ogni giorno vengono esaminati, risanati e aggiustati ritoccando i tesori secolari dei Papi: oltre 70.000 opere in mostra su 40.000 metri quadrati di superficie più altre 50 mila in deposito. E le opere con le quali hanno a che fare gli esperti dei diversi team sono davvero tante, dalle statue greco-romane alle testimonianze etrusche ed egizie; da Giotto, Leonardo e Caravaggio fino ai più moderni come Matisse, Bacon e Fontana; dai grandi cicli di affreschi di Pinturicchio, Beato Angelico, Michelangelo e Raffaello all'incredibile collezione delle carrozze e delle utilitarie utilizzate dai Pontefici nelle diverse epoche. Infine c'è la vasta raccolta del Museo Etnologico, diretto da Nicola Mapelli, dove i protagonisti sono i manufatti delle culture extraeuropee, da riproduzioni del tempio indonesiano Borobudur a magnifiche statue del Buddha provenienti dalla Cina e dall'India. Il primo laboratorio, lasciando sopra i tantissimi visitatori del museo, è quello del restauro di calchi e marmi, diretto da Guy Devreux, dove spicca, nel silenzio, una statua di Artemide Efesina, un sarcofago egizio e un modello per un altare in alabastro dello spagnolo Cillida. "Noi abbiamo una grande responsabilità racconta Devreux il nostro laboratorio si occupa anche del colonnato del Bernini e dei giardini di Castel Gandolfo. Abbiamo appena rimesso a posto la statua di Artemide Efesina, che purtroppo, per essere trasportata in un altro museo ha subito dei danni" Poi svela una sorpresa "in diretta": apre il coperchio che nasconde un sarcofago egizio tornato al suo splendore, dopo che gli è stata tolta una patina grigia, che aveva cancellato tutte le decorazioni. "L'innovazione tecnologica nel nostro caso ha un ruolo enorme ed importantissimo" dice, passando poi a mostrare ad un ritratto di Canova, dove stanno lavorando con il laser. Ultimo segreto da svelare un rilievo proveniente dalla Basilica di San Giovanni in Laterano dove i restauratori del 700 avevano "aggiustato" un buco con un cono in marmo a forma di dita. Tutta un'altra atmosfera nel laboratorio polimaterico che affianca il Museo Etnologico diretto da Stefania Pandozi. C'è la storia dell'arte di tutti i popoli del mondo, dal 2008 parte integrante dei musei. "Noi restauriamo materiali particolarissimi, come piume o scudi provenienti dalla Nuova Guinea. Lavoriamo a stretto contatto con popoli fuori dai confini, a volte ancora misteriosi. Non ci occupiamo di artisti famosi ma abbiamo la responsabilità di far conoscere al mondo le popolazioni indigene che non hanno loro musei", racconta la Pandozi. Infine, si arriva nel laboratorio Restauro dipinti e manufatti lignei, diretto da Maria Ludmilla Pustka, aperto già nel 1923, e dove lavorano 15 ore al giorno 20 restauratori: "Ci troviamo a gestire un patrimonio grandissimo, con dipinti su tele e su tavole e sculture lignee. Operiamo sui danni subiti dal colore nel tempo e il restauro a volte diventa un momento critico, con una diagnostica di alta tecnologia. Soddisfatto Antonio Paolucci, direttore dei Musei Vaticani: "Questo libro svela tanti segreti, sembra di ascoltare il "rombo del sacro" della Cappella Sistina con un pizzico di Dan Brown. Ma niente come un sonetto del Belli, riesce a riassumere quello che si prova attraversando questo grande museo, dalla Cappella Sistina dove si eleggono i Papi, alla galleria delle carte geografiche fino ai preziosissimi laboratori" e Paolucci recita a memoria Belli. Accanto a lui, il direttore di Focus Storia, Jacopo Loredan e, come testimonial del lancio del libro l'attore Gigi Proietti. Ieri mattina inoltre sono stati presentati al pubblico 18 defibrillatori e 300 custodi che saranno formati per far fronte ad eventuali emergenze cardiache all'interno dei Musei Vaticani.
ROMA-Il "dietro le quinte" dei Musei Vaticani: viaggio nei laboratori di restauro
Un libro intitolato "Musei Vaticani, arte, storia, curiosità" è stato pubblicato da Focus Storia. Il libro racconta i luoghi nascosti dei Musei Vaticani, tra cui i laboratori di restauro. I laboratori sono divisi in sette sezioni, ognuna con un team di specialisti che lavorano su opere d'arte e manufatti provenienti da tutto il mondo. Il libro svela i segreti dietro le quinte dei Musei Vaticani, mostrando come vengono restaurati e conservati i tesori del museo. Il libro include descrizioni dettagliate dei laboratori e delle opere che vengono restaurate, nonché interviste con i restauratori e gli esperti dei diversi settori.
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