Bella scoperta per la storia dell'arte modenese, relativa a un capolavoro come il Compianto quattrocentesco di Guido Mazzoni nella chiesa di San Giovanni di via Emilia centro. Nei giorni scorsi, in occasione del Festivalfilosofia, presso la chiesa - sempre chiusa purtroppo - sono state esposte due croci. Si tratta di una grossa croce lignea che fino agli anni '60 sarebbe stata parte integrante, almeno da fine '800, del Compianto. E a essa si aggiunge una preziosa e antica piccola croce, risalente al X-XI secolo, che nessuno vedeva da decenni perché parte integrante di un ostensorio. Illustra la situazione Marco Coltellacci: «Relativamente alla croce del Mazzoni - dice - abbiamo visto alcune cartoline degli anni '60 che la ritraevano dietro al compianto nella cappella. Inoltre diversi anziani se ne ricordano: ora stiamo ragionando per vedere se sottoporre alla Soprintendenza la richiesta per riposizionare la croce che abbiamo ritrovato in un solaio». Nei giorni del festival ben 4mila persone hanno ammirato anche il piccolo e prezioso crocifisso bizantino: «Tecnicamente - continua Coltellacci - si tratta di una stauroteca a doppia traversa del Tesoro della nostra cattedrale. Era posto all'interno di un ostensorio dei Musei del Duomo, da tempo in cassaforte, e gli esperti mi hanno detto che neppure loro l'avevano mai vista. È guarnita da un filo d'oro, da lamine a sbalzo e da otto perle». La stauroteca d'epoca bizantina, ancora poco studiata, conterrebbe una reliquia come un pezzetto della croce di Gesù. Celestino Cavedoni a metà '800 la definisce "Recata a Modena" ai tempi delle crociate. Stefano Luppi