Questa mattina alle 9, riaprirà i battenti il museo delle armi antiche "Fausto Baboni", ospitato nelle antiche sale della torre civica di Castellucchio. Durante la pausa estiva, i responsabili del museo hanno lavorato per arricchire ulteriormente l'esposizione ed ora sono pronti a presentare al pubblico tre nuove collezioni. La prima, donata dalla famiglia Orsini di Milano, è una raccolta di armi bianche provenienti dal Corno d'Africa, collezionate negli anni Trenta del secolo scorso dall'allora console italiano a Zanzibar. Tanti gli oggetti che desteranno la curiosità dei visitatori: dalle zagaglie delle tribù somale ed etiopi fino ai bizzarri utensili tuttofare, utilizzati dagli indigeni per preparare recinti, supporti e focolari, ma anche per difendersi dagli animali selvatici. I pezzi forti, però, sono due scimitarre di origine turco-persiana, rifinite in argento ed arricchite da incisioni di versetti del Corano. La seconda raccolta proviene dalla famiglia Dezza di Treviso, che ha donato al museo alcune pistole da tasca e da duello di origine anglosassone, risalenti al diciottesimo e al diciannovesimo secolo. La collezione comprende due cannoni da campagna e una scultura lignea dell'Ottocento. Tra le novità figura anche una serie di armi rare, sottratte alla distruzione grazie alla collaborazione sinergica tra Sovrintendenza dei Beni Culturali e terzo CeRiMant di Milano. Alla cerimonia di riapertura parteciperanno le autorità locali e il conservatore del museo, Alberto Riccadonna. L'esposizione è permanente e potrà essere ammirata ogni domenica, dalle 9 alle 12. E' possibile prenotare visite nei giorni feriali, contattando l'assessore alla cultura Mario Pieropan al numero di telefono 334 2672366. L'ngresso è libero. Rita Lafelli