Palazzo Margherita tornerà ad essere la sede di rappresentanza del Comune, ma solo in fase transitoria. Ad annunciarlo è l'assessore alla ricostruzione, Pietro Di Stefano che rimarca la necessità di «arrivare alla realizzazione di una sede unica per tutti gli uffici comunali nell'x autoparco, vicino alla stazione». Ma i tempi di realizzazione saranno lunghi. Non meno di 8- 10 anni. Nel frattempo, gli uffici comunali verranno ospitati in centro storico, a palazzo Margherita e nell'edificio di via Sassa, entrambi ancora da ristrutturare. L'AQUILA «Tre mesi di attesa sono davvero troppi. Abbiamo depositato il progetto al Genio civile il 18 luglio scorso e ancora non riceviamo alcuna risposta, nonostante una lettera di sollecito inviata a settembre, in cui il Comune chiedeva di chiudere velocemente la pratica». Si dice indignato l'assessore alla ricostruzione, Pietro Di Stefano, per la piega che sta prendendo la vicenda di palazzo Margherita, ex sede del Municipio. Di Stefano denuncia «la lentezza elefantiaca dell'ufficio del Genio civile, dove la pratica è bloccata da tempo». «Un fatto gravissimo», lo definisce l'assessore, che contava di fissare entro settembre il taglio del nastro del cantiere. Ma bisognerà attenderà ancora. «Il nullaosta della Soprintendenza unica è arrivato dopo una revisione del progetto esecutivo sulla base del passaggio dei sottoservizi, che ha comportato un riposizionamento degli ancoraggi a terra dell'edificio, ma a mancare, adesso, è il parere del Genio civile», chiarisce Di Stefano. Così, la posa della prima pietra, prevista inizialmente a giugno scorso e slittata a settembre, subirà un ulteriore ritardo. Di Stefano non ci sta e sottolinea «l'importanza della ristrutturazione di un edificio simbolo della città, che rappresenta un segnale di speranza e di rinascita. Dopo tutte le modifiche del caso, dovute al passaggio dei sottoservizi, il progetto esecutivo ha ottenuto l'ok della Soprintendenza ed è stato trasferito a luglio scorso al Genio civile, che avrebbe dovuto licenziare subito la pratica», afferma Di Stefano, «da tre mesi il Comune attende il parere favorevole, propedeutico all'apertura del cantiere. Un ritardo inaccettabile, se si considera che palazzo Margherita è un edificio pubblico di enorme importanza. Inoltre, la documentazione allegata al progetto è completa, non manca nulla anche sulla parte strutturale, più volte revisionata». Un "pasticcio", quello del blocco del progetto nei cassetti del Genio civile, che sta mettendo in difficoltà l'amministrazione comunale, anche nei confronti di Federcasse Bcc che, dopo il sisma del 2009, ha raccolto 5 milioni di euro per la ristrutturazione dell'ex sede municipale. Di questi, un milione e mezzo è stato donato dalla Banca di Credito cooperativo di Roma. «Stiamo facendo una magra figura nei confronti della Bcc Roma, che ha sostenuto l'iniziativa», evidenzia Di Stefano, «i ritardi accumulati dal Genio civile sono l'esempio lampante di come le cose non funzionano nel nostro Paese». I lavori di ristrutturazione di palazzo Margherita, per un valore complessivo di 11,7 milioni di euro, verranno eseguiti dalla ditta campana Samoa restauri, che si è aggiudicata l'appalto con un ribasso del 26 per cento. «Entro ottobre il cantiere deve essere aperto», incalza Di Stefano, «non possiamo aspettare ancora». Nella storica sede municipale torneranno gli uffici di rappresentanza del sindaco, della giunta e del consiglio comunale, attualmente dislocati a palazzo Fibbioni. Altri uffici tecnici e amministrativi saranno ospitati nella sede comunale di via Sassa, la cui gara per l'affidamento dei lavori è stata espletata.