Chiedono politiche mirate, i commercianti cividalesi. Caldeggiano iniziative finalizzate al rilancio di «un centro storico da "reparto di rianimazione", perché abbandonato a se stesso» e non limitate «agli eventi enogastronomici o pseudo-culturali della domenica» che dicono i diretti interessati giovano sì a bar e ristoranti, ma ben poco ai negozi cittadini. Il presidente della Confcommercio mandamentale Maurizio Temporini sintetizza così la visione della categoria sulle attuali condizioni dell'economia locale. «Servirebbe afferma un'attenzione specifica e puntuale nei confronti del commercio. C'è l'esigenza di una programmazione forte, decisa e di prospettiva, per sanare le pesanti criticità che si riscontrano nel cuore dell'abitato. Le difficoltà esistono, e sono grosse: purtroppo c'è la tendenza a mascherarle dietro il dato dell'alto incremento di visitatori registrato negli ultimi tempi». Crescita innegabile, certo, ma non salvifica, evidentemente, per le piccole realtà imprenditoriali del nucleo urbano. «Abbiamo assistito ricorda Temporini al proliferare di proposte commerciali esterne, nell'immediata periferia. Adesso, se si vuole salvare il centro, l'approccio va modificato: è imperativa una maggiore collaborazione fra commercianti e Comune, all'insegna di una condivisione di obiettivi e progetti». Un intervento che la categoria non giudica affatto impegnativo e sul quale, non per nulla, insiste ormai da anni è, per esempio, la sospensione del pagamento del ticket per la sosta nelle aree blu nei festivi e nella pausa pranzo, «per avvicinare le persone, senza oneri, alle attività commerciali». Certamente più complicato, ma non per questo da non affrontare, è invece il discorso ricettività: va obbligatoriamente aumentata, sostengono gli imprenditori, sottolineando che «Cividale deve ambire a diventare base di partenza turistica, in Friuli Venezia Giulia, non solo meta giornaliera di presenze mordi e fuggi». Il mondo della cultura Decisamente più soddisfatte del rapporto instauratosi con il Comune sono le due realtà museali cittadine, il Museo archeologico nazionale e il Museo cristiano e del tesoro del Duomo. «I contatti si sono via via consolidati commenta la direttrice del Man, Angela Borzacconi , perché c'è ormai la consapevolezza che i vari attori della scena cividalese devono agire in stretta sinergia, per perseguire l'obiettivo di una piena valorizzazione dei tesori locali. La nostra struttura sta assistendo, dal 2013, a una costante crescita d'afflusso: nel 2015 abbiamo totalizzato 28 mila presenze annue e per il 2016 contiamo di arrivare a 30 mila». Un problema, però, c'è rimarca la direttrice del Mucris, Elisa Morandini e consiste nel fatto che «il biglietto unico non riesce a decollare». «Questione di orari di apertura dei singoli siti spiega , che andrebbero coordinati meglio: quelli del tempietto, in particolare, dovrebbero essere più ampi». (lu.av.)